ajala

 

 

Pazzia, discriminazione, violenza di genere. Questi i temi fondanti del cortometraggio Ajala, M., ideato e scritto da quattro giovani e ambiziose ragazze. Liberamente ispirato a due brani di Carmen Consoli (Contessa Miseria e Matilde odiava i gatti) il progetto racconta coraggiosamente e a viso aperto una realtà purtroppo ancora molto diffusa, e punta i riflettori sulla situazione femminile e su una società che rifiuta ciò che riconosce come diverso.

Rita, Beatrice, Giorgia e Laura, tra mille difficoltà soprattutto burocratiche, ormai da più di un anno stanno lavorando per portare a termine questo interessante lavoro, totalmente autoprodotto e finanziato tramite crowdfunding sulla piattaforma www.mecenup.it.

Per scoprire qualcosa di più, le abbiamo intervistate per voi:

 

- Probabilmente tutti ve lo stanno chiedendo...Come mai Carmen Consoli come fonte di ispirazione e perché avete deciso di dare voce proprio a questo tema? 

G: L’idea di realizzare un cortometraggio ispirato a dei brani di Carmen Consoli è nata dopo un suo concerto a Milano nel 2015: avevamo così tanta carica che abbiamo pensato, forse dopo qualche inconscio bicchiere di vino superfluo: perché non realizziamo un film sui suoi personaggi? Così cinematograficamente ben delineati e avvolti di intense emozioni? Ed eccoci qui. Scegliere di affrontare un simile tema è scaturito, dall’ esigenza di voler dar voce apertamente ad un argomento, come quello della violenza di genere, che purtroppo ancora oggi sotto tace alle cronache quotidiane, affidandoci all’arte come mezzo di espressione.

 

- Siete tutti giovani speranzosi amanti dell’arte e del cinema in particolare..Parlateci un po’ de vostro team e come vi siete mobilitate nella ricerca del cast artistico e tecnico?

Siamo un team giovanissimo, composto da quattro ragazze universitarie con la passione per il mondo dello Spettacolo e della musica. La ricerca per il cast artistico e tecnico è stata un esperienza molto interessante per quanto a tratti difficile e sempre in bilico. Solo mettendoci in gioco, spesso attraverso il web e chiedendo aiuto ad amici e colleghi, ci siamo ritrovate circondate da persone interessate ed interessanti e che ora fanno parte del progetto. E siamo entusiaste di avere un gruppo così carico e così forte.

 

- Di chi è stata l’idea della campagna crowdfunding e perché avete scelto questo metodo di finanziamento? Diteci due parole su come funziona e il motivo per cui la vostra iniziativa merita di essere sostenuta

L: Abbiamo scelto usare il crowdfunding innanzitutto perché a me sembrava un metodo ideale per un progetto piccolo come il nostro (sia come budget che come gruppo di lavoro) e anche le mie colleghe hanno accolto con entusiasmo l’idea, spinte dalla voglia di sperimentare e di dare voce ad un tema del genere attraverso un prodotto cinematografico. Siamo un giovane gruppo di studenti under 30 appassionati dall’arte e del cinema e oggigiorno si sa quanto è difficile ottenere un finanziamento considerevole da parte delle istituzioni pubbliche o privati.

Il crowdfunding è un nuovo metodo di finanziamento collettivo o dal basso, attraverso il quale i progetti con l’aiuto di varie piattaforme o portali online possono raggiungere un loro obiettivo in una determinata durata di tempo. Da qui anche il nome - crowd cioè la folla, quindi è basato sul sostegno della folla – tanti sostenitori che investono in varie iniziative considerate importanti per loro o da cui vengono atrratti. Ogni sostenitore riceverà in cambio una ricompensa prevista in base alla cifra donata e al termine della campagna; se l’obiettivo viene raggiunto, i progettisti

riceveranno le donazioni e realizzeranno il progetto. In caso di obiettivo mancato i soldi torneranno ai donatori.

Ma il crowdfunding non è una semplice raccolta fondi, se tutti i progettisti dovessero partire con un tale progetto soltanto per ragioni economiche, non raggiungerano mai il loro target. Il crowdfunding è un intero lavoro di comunicazione e di promozione; un’ottima occasione per conquistare e allargare una comunità a partire da un’idea. Quindi ci vuole tanto impegno, pazienza e ottimismo.

 

- So che avete ancora poco più di una settimana per arrivare all’obiettivo proposto. Quanto vi manca ancora? Siete ottimiste e cariche nell’ottenere la vittoria?

L: Per ora abbiamo raggiungo il 69% del nostro budget ma questo non basta. Abbiamo ancora bisogno di tanti sostenitori per rendere viva la storia di Matilde. Quindi invito tutti i quanti amanti dell’arte del cinema e tutti coloro che credono nel nostro progetto a contribuire. Ogni piccolo contributo fa la differenza e ci avvicina sempre di più alla realizzazione di questo cortometraggio.

Noi siamo ottimiste perché è un progetto a cui abbiamo dedicato veramente tanto tempo e impegno e vogliamo vederlo realizzato.

 

- È stato un percorso difficile? Chi vi ha aiutato nello svolgimento della campagna?

L: Il crowdfunding è stancante, è un lavoro complesso di comunicazione e marketing. Ogni progetto si sottopone ad un rischio in una campagna di tipo all or nothing. Forse uno dei maggiori vantaggi del crowdfunding è la diffusione in rete. È molto importante stabilire una strategia per rendere virale un prodotto audiovisivo e ottenere in questo modo più visibilità possibile. È fondamentale l’idea del progetto che, successivamente sviluppata, dovrà trovare una community sufficientemente ampia, interessata a contribuire alla sua realizzazione e soprattutto ad incentivare il passaparola. Sicuramente il nostro riferente di Mecenup, Julian, ha avuto un ruolo più che essenziale nell’andamento della nostra capagna. Si è dimostrato sempre disponibile e ci ha consigliato le varie vie da intraprendere. Abbiamo fatto varie chiamate skype e abbiamo sviluppato sessioni di brainstorming per decidere le ricompense più interessanti e adatte al nostro progetto, e soprattutto ci ha incoraggiate nei momenti più stressanti. Un tale supporto è fondamentale in una campagna del genere!

 

- Come procederà il lavoro nel momento della conclusione della campagna e dove andrà a finire il vostro cortometraggio?

G: A campagna terminata, inizieranno subito le riprese del cortometraggio, che ci vedranno coinvolte in tre giornate intensissime sul set e sicuramente ricche di sorprese. Il futuro di “Ajala, M.” sarà poi nel partecipare in associazioni culturali, festival nazionali e internazionali, sperando che la fruizione del cortometraggio non resti solo una breve e momentanea visione ma anche un aiuto per prendere consapevolezza che, dobbiamo aprire gli occhi e parlare di ogni forma di violenza, da quella fisica a quella mentale, che giorno per giorno purtroppo, dilaga nella nostra società.

 

- Vi auguro un grande in bocca al lupo e tante altre donazioni considerevoli! Siate fiduciose e anora più ambiziose di quanto lo siete! Mandate un messaggio ai vostri cari mecenati e ai futuri potenziali sostenitori! 


Liberateci la creatività e continuate a contribuire alla realizzazione del progetto “Ajala, M” su www.mecenup.it!

Grazie di cuore!