Le Fasce Tampone

Sabato, 03 Marzo 2012 10:54

fasce

La Dottoressa Beatrice Pucci, biologa dell'Hydrogea, ci spiega l'importanza e le strategie del progetto "RIPARI" che prevede la realizzazione di fasce tampone a protezione delle falde acquifere e della salute del terreno.

 

HydroGea Vision, in collaborazione con Ise-Cnr e ETG-World Wotching Tech, ha presentato, nell'area sperimentale del Centro per il Collaudo e il Trasferimento dell'Innovazione della Regione Toscana a Cesa (Arezzo), un innovativo progetto per la riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici in agricoltura: il progetto R.I.P.A.R.I. (acronimo di Riduzione Impatto Pressioni Agricole sulla Risorsa Idrica). Il progetto si basa sull'utilizzo delle cosiddette “fasce tampone” che consentono di “catturare” gran parte delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e potenzialmente inquinanti per le falde acquifere.

“Le fasce tampone – ha spiegato la dottoressa Beatrice Pucci di Hydrogea Vision – sono zone di vegetazione poste lungo le scoline dei campi e a ridosso del reticolo idrografico minore fatte con siepi arboree o arbustive o tratti erbacei. Le fasce tampone sono sistemi biologici eccezionali che funzionano da “trappole” di sostanze chimiche (fertilizzanti, pesticidi, ecc.) e che determinano spesso livelli di inquinamento considerevoli nelle acque superficiali e sotterranee. Le fasce tampone, quindi, sono in grado di ridurre gli impatti derivanti dalle attività agricole e zootecniche e la loro realizzazione rappresenta una strategia che può contribuire al risanamento di un bacino idrografico”.

HydroGea Vision e i suoi partner stanno monitorando l'efficacia di queste tecniche in un'area sperimentale nei pressi di Cesa. Si tratta del primo progetto del genere in Toscana che si pone decisamente all'avanguardia nel settore a livello europeo.