Radiovernacoliere con Mario Cardinali

Sabato, 09 Marzo 2013 09:32

cardinali mario


Ed eccoci ancora qui, dopo una nuova tornata d’elezioni, a nuovamente chiederci se mai davvero cambierà qualcosa.  E mica un po’ d’aria, ché quella con la gran ventata grillina s’è parecchio smossa, con un bel riscontro in Parlamento. 

 


No, è della spartizione della grande torta che si parla. Ché  solo a pensare di far cambiare per davvero quella ci ritroveremmo ancora con le bombe nelle piazze e sui treni, nelle banche e sotto casa. A fare scoppi e stragi per ammonirci ancora a lasciare tutto come prima. Un tutto ammantato se vuoi di novità esteriori, come le nuove marche di belletto sulla pelle. Ma sempre pelle di potere ha da rimanere.
Vaglielo pure a contestare, al potere, il boccone che ogni detentore d’esso s’è ritagliato nella grande torta. Valla pure a criticare la quantità di fetta d’ogni istituzione, d’ogni partito, d’ogni banca, d’ogni chiesa, d’ogni caserma, d’ogni loggia, d’ogni casta e corporazione varia... E protesta, se vuoi, per l’abbuffata congiunta di mafie e di camorre, d’associazioni a delinquere del più vario stampo sedute anch’esse nella variegata spartizione.
Te la permette, il potere, la contestazione. E ti lascia pure criticare forte. Ma non pensar nemmeno di levarglielo di bocca, il pasto. Non ti sognar neanche di profanargli la sacralità del posto.
Hai infine la tornata elettorale, quand’è il turno, per esprimerlo il tuo dissenso, preferendo uno a un altro fra i designati commensali. E va be’, dirai, quella è gente soltanto dei partiti. Ma i partiti oggi sono dappertutto. A fare un po’ di tutto. Sono collettori di voti e comitati d’affari, rappresentanti di pubbliche aspirazioni e realizzatori di privati interessi, presentatori di richieste collettive ed esattori di personali vantaggi. Nell’occupazione della società civile intera. Gestendo spesso tanta corruzione.


E te li ritrovi, i partiti, a decidere posti e pasti nelle amministrazioni pubbliche (Comuni, Province, Regioni) e nelle società partecipate (acqua, gas, trasporti locali), nella sanità e nella cultura, nelle banche e nelle camere di commercio, negli scali marittimi e in quelli aerei, nello sport e nello spettacolo...
Dovunque c’è un posto, dovunque c’è una poltrona, dovunque c’è da raccomandare e da esser raccomandati, lì ognuno ha il suo partito. Magari creato apposta da chi attraverso posti e raccomandazioni s’assicura il grande pasto suo, più che il bocconcino altrui. E se apposta non è creato ad uso d’un padrone, se invece raccoglie la storia d’un’idea, il partito assicura pur sempre un sogno antico a chi ancora ha la voglia di sognare. E d’eleggere infine il suo rappresentante al posto più agognato, al democratico seggio in parlamento. Remunerato come si conviene ad un partecipante alla grande tavolata.


Se il vento della novità grillina non agiterà davvero qualcosa di più che un poco d’aria.

 

Mario Cardinali