Acqua Pubblica: Vibo Valentia e Chiavari

Sabato, 13 Aprile 2013 08:25

 

acqua

 

 

 

Da Vibo Valentia, Sergio Gambino:

 

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ed il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua esprimono piena solidarietà e vicinanza ai militanti e alle militanti dell’associazione Il Brigante di Serra San Bruno (VV) per il vile messaggio intimidatorio fattogli recapitare ieri notte proprio all’ingresso della sede della storica associazione che da anni, nelle Serre Calabresi, si batte in difesa del territorio e per l’acqua pubblica.

Dopo i bossoli di lupare nel novembre del 2011, arriva la testa mozzata di una pecora, chiarissimo messaggio intimidatorio di matrice ‘ndranghetista rivolto ai militanti dell’associazione, aderente al Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, che da tempo si batte per far emergere la verità sulla gestione dell’invaso dell’Alaco e sull’inquinamento delle sue acque.

Una battaglia, quest’ultima, sostenuta dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua perché simbolo del fallimento della gestione privatistica ed affaristica dell’acqua.

Con forza, rispediamo al mittente questo ennesimo e vile atto intimidatorio di chi crede che possa fermare e scoraggiare con la violenza mafiosa, chi da decenni lotta in difesa dei beni comuni e del territorio.

Per questo tutto il popolo dell’acqua si schiera affianco all’associazione Il Brigante in una lotta – quella per l’acqua pubblica - che non verrà fermata da chi ha svenduto la Calabria ed il suo immenso patrimonio di beni comuni agli interessi del mercato e dei loro meschini faccendieri.

Faremo quindi fronte comune affinchè le incursioni mafiose possano trovare una adeguata risposta.

 

Da Chiavari (Ge), Elisabetta del Signore:

 

 

Causa legale Elisabetta contro IREN: 9 aprile, il momento della verità

 

La sentenza attesa per oggi nell'udienza di Elisabetta contro Idrotigullio per il rispetto del referendum sull'acqua non c'è ancora stata, ma è questione, ci auguriamo, di una quindicina di giorni.

 

Stiamo aspettando da giugno 2011 e aspetteremo ancora: continueremo a lottare - qualunque sia l'esito - nelle piazze, nei tribunali e nelle sedi istituzionali, nonostante il silenzio dei nostri amministratori. Invitiamo a seguire gli sviluppi del caso su www.acquapubblicagenova.org per aderire alla causa collettiva che eventualmente, in caso di sentenza favorevole, decideremo di intraprendere. Invitiamo a firmare online l'Iniziativa dei Cittadini Europei per il diritto all'acquawww.right2water.eu/it e continuiamo a chiedere ai sindaci della provincia di Genova un'ordinanza anti distacco fornitura ai sensi dell'art.50 comma 5 del T.U.E.L.: il diritto al quantitativo d'acqua vitale deve essere sempre garantito, anche a chi non riesce a pagare le bollette, magari perché stretto dalla crisi. Numerose sono le segnalazioni di utenti distaccati in situazioni di grave disagio sociale o di condomini paganti per intero la loro bolletta ma costretti - pena il taglio della fornitura all'intero palazzo - a coprire anche le "morosità" dei loro vicini di appartamento, impossibilitati a pagare.

 

Oggi abbiamo comunque festeggiato, non ancora Elisabetta, ma tutti i territori italiani in cui si è già intrapreso o si sta avviando un percorso verso la gestione pubblica del ciclo idrico: Napoli, Reggio Emilia, Piacenza, Palermo, la provincia di Imperia.

 

E' una battaglia dura, ma che stiamo vincendo.