Acqua Pubblica: stragi pianificate

Sabato, 06 Settembre 2014 08:33

 

 

 

acqua

 

 

 

 Augusto Desanctis, dall'abbruzzo, per gli aggiornamenti sulla discarica di Bussi

 

UNA "BELLA" SOLETTA DI CEMENTO SOPRA UNA PARTE DEI TERRENI INQUINATI DELL'AREA INDUSTRIALE

 

che continueranno con alta probabilità a contaminare l'acqua di falda. Si tratterebbe di un intervento di “prevenzione” secondo il documento, con nessuna bonifica. Sopra si costruirebbe una nuova fabbrica che andrebbe a “tombare” definitivamente questa parte dell'area industriale. E' questo l'intervento tanto atteso dalla popolazione di Bussi e della valpescara? E' vera reindustrializzazione o si tratta in realtà di un rinvio sine die della bonifica, almeno dei primi metri di terreno, quello più compromesso? Appare del tutto incredibile che a 6 anni dalla perimetrazione del sito nazionale e a 10 dalla “scoperta” dell'inquinamento questa sia la “soluzione” trovata.
-Il trattamento dei cancerogeni nelle acque sotterranee si fa quindi “a valle” dando per scontato che la falda debba continuare ad essere inquinata, visto che non si interverrà per bonificare le fonti di contaminazione nell'area industriale. Questi contaminanti si muovono verso valle fuoriuscendo dal sito.  Inoltre, secondo l'ipotesi ventilata dal sindaco di Bussi, questo impianto di pompaggio e trattamento delle acque inquinate (il cosiddetto TAF) sarebbe acquisito dal Comune assieme all'intera area industriale. Un piccolo comune, che tra poco non potrà neanche più comprare le matite autonomamente, dovrebbe garantirne l'attività per decenni dopo che neanche Solvay, una multinazionale della chimica che opera dal 1863, è riuscita a farlo funzionare adeguatamente, con i contaminanti che in parte hanno continuato il loro percorso lungo la valle del Pescara. Ricordiamo che proprio su questo aspetto la Procura di Pescara sta indagando diversi responsabili della Solvay. Il comune di Bussi dovrebbe sovrintendere la gestione di uno dei siti più inquinati del pianeta. Si dismettono società pubbliche, si aliena il demanio ma il Comune di Bussi, in controtendenza, si intesterebbe la proprietà di terreni inquinatissimi con la falda contaminata fino a 120 metri di profondità, comprandoli, anche se a costo zero (!), da una multinazionale.