acqua

Il 2 Giugno il popolo dell'aqcua, scenderà in piazza per ricordare ai partiti in estinzione che la loro ora si avvicina sempre di più.



Cari compagni, considero la prospettiva di una multiutility del Nord una drammatica scelta e non solo per noi. per il movimento dell'acqua, ma per la democrazia del nostro paese. Sono convinto sia la metafora del drammatico passaggio epocale che è l'estendersi della morte della politica anche ai livelli dell'organizzazione della rappresentanza locale. E' l'immagine del consegnarsi anche dei comuni al mercato finanziario. E' il colpo di grazia ai comuni, che anche se sempre più degradati hanno rappresentato un possibile canale per i cittadini. E' la loro uscita di scena, l'impossibilità di sperimentare politiche partecipate, alternative, compatibili e a dimensione territoriale nella gestione dei beni comuni o dei servizi strategici. Vorrei si potesse affrontare questo problema con una strategia e un impegno collettivo e mirato almeno di tutte le situazioni di movimento coinvolte e sentendo tutte le realtà politiche e amministrative che sentono questo problema ( per il momento ci sono solo la Federazione della sinistra, i cinque stelle, e rari casi di Sel alla quale andrebbe fatto una esplicita richiesta di incontro).

 

Emilio Molinari



.............giorni fa avevo scritto di "allarme rosso" rispetto alle intenzioni dell' Authority del gas e dell' energia sulla creazione del nuovo metodo tariffario. Ora, dopo aver letto il documento per la consultazione approtato dall' Authority stessa, si può dire che quell'intenzione è diventata certezza. Nel documento proposto per la consultazione, sotto altra voce, si fa risuscitare la remunerazione del capitale investito sotto altra voce. La voce è precisamente " costi delle immobilizzazioni", così come viene descritta a pag. 40 del documento. Non bisogna farsi ingannare dalla voce oneri finanziari che, nel documento, è usata in modo truffaldino, proprio per non ricorrere alla locuzione della remunerazione del capitale. In realtà, gli oneri finanziari non c'entrano nulla rispetto a quanto previsto nel documento. Infatti, gli oneri finanziari, da definizione, sono gli interessi e gli altri oneri sostenuti dall’impresa per l’ottenimento di finanziamenti e costituiscono una voce del conto economico del bilancio aziendale. Invece, le immobilizzazioni sono una voce dello stato patrimoniale del bilancio e, nella sostanza, misurano gli investimenti effettuati. L'operazione che vuol fare l'Authority è quella di costruire un indice ( una percentuale) che, falsamente, viene spacciato per copertura degli oneri finanziari ma, in realtà, interviene per pagare gli investimenti. La cosa è chiarita a pag. 44-45 dove, al di là dell'equazione utilizzata, emerge chiaramente che, per l' Authority, gli oneri finanziari sono calcolati sul CIR ( costo immobilizzazioni riconosciuto): tralaltro, si dice che tali onere finanziario è " valutato sulla base di alcuni parametri finanziari validi per tutti i gestori, ma personalizzato in relazione alla struttura finanziaria della specifica impresa". Bontà loro, ci sarà una "personalizzazione", ma in sostanza si ribadisce che c'è un unico indice nazionale, com'era il 7% sul capitale investito. In più, si ipotizza ( pag. 43), nella costruzione dell'indice, di prendere in considerazione un parametro di misurazione della "rischiosità dell'attività aziendale come uno spread, rispetto ai titoli di Stato", vale a dire un rendimento ulteriore di quanto darebbe l'investimento in titoli di Stato. Insomma, per farla breve e dicendola in modo chiaro, quello che dobbiamo aspettarci è un nuovo riferimento percentuale, magari un po' inferiore al 7%, il 5 o 6%, calcolato sulle immobilizzazioni, cioè sul capitale investito, con un qualche margine di modifica rapportato alle specificità del soggetto gestore.
A riprova che siamo di fronte ad una truffa, e cioè che si usa la dizione oneri finanziari non per calcolare un costo ( questione che esiste, tant'è che anche nella nostra proposta di finanziamento del servizio idrico lo prevediamo), ma per riconoscere un profitto, si può leggere a pag. 62 che nel calcolo dei costi operativi sono esclusi gli oneri finanziari: ciò è coerente con un modello, come nel precedente metodo normalizzato, che non riconosce come costo gli oneri finanziari, ma li fa coprire dalla remunerazione del capitale.
Infine, va notato come si intende risolvere il tema del pregresso, e ciòè dal luglio del 2011 al momento in cui andrà in vigore il nuovo sistema tariffario, e cioè ( vedi pag. 61) riconoscendo una detrazione, ma non relativa al fatto che si è continuato a pagare la remunerazione del capitale del 7%, che andrebbe interamente restituita, ma alla differenza tra il 7% pagato dal luglio 2011 e il valore della nuova tariffa: una sorta di applicazione retroattiva del nuovo sistema tariffario!


Ora, a fronte di quest'idea di stravolgimento dell' esito referendario, penso che dovremo attrezzarci nei seguenti termini:
- aprire una campagna di mobilitazione nazionale e nei territori: da questo punto di vista, la manifestazione nazionale del 2 giugno si carica di un ulteriore elemento che rafforza la questione del rispetto dell'esito del voto e deve spingerci ad impegnarci ancor più per la sua buona riuscita;
- aprire una fase di confronto con le forze politiche, perchè non possiamo lasciare che sia solo l'Authority ad intervenire su questa tema, mentre anche la politica, a partire da chi si è pronunciato per i referendum, deve risponedere di tale stravolgimenbto dell'esito referendario;
- predisporre un nostro documento da mandare all' Authority. L' Authority, con il documento di ieri, intende aprire una consultazione da chiudere entro il 22 giugno e, in proposito, formula ben 91 domande: quello che penso è che, da parte nostra, non si tratta di rispondere a quei 91 quesiti, ma avanzare i nostri rilievi di fondo sulla loro impostazione, dicendo che quelli sono i nodi fondamentali da sciogliere, senza i quali siamo di fronte ad un vero e proprio stravolgimento della volontà popolare, fatto in modo truffaldino.

Corrado Oddi