Radio Vernacoliere: Con Mario Cardinali

Sabato, 09 Giugno 2012 13:51

cardinali mario

 

 

L’hanno chiamata campanello d’allarme, l’immensa folla che non è andata a votare. Centinaia di migliaia di persone prevalentemente sfiduciate, deluse, contrariate, perfino nauseate non dalle elezioni in sé ma dalla degenerazione d’una basilare funzione di democrazia rappresentativa in strumentale uso della volontà popolare a riconferma dell’imperante spartizione di potere fra i partiti.

 



Ed erano solo le amministrative, dove infine si trattava di faccende locali, e magari in un posto si poteva essere contrari a un inceneritore e in un altro no, a un ospedale in più o in meno, a imposizioni di tasse municipali più o meno strangolanti. Dipendeva dai programmi, se almeno qualcuno dei candidati li aveva esposti più delle sigle di appartenenza.

Ma evidentemente tanta gente ha sentito che poi, pur votando per un’amministrazione d’un colore o d’un altro, in definitiva avrebbero ancora una volta vinto o perso le ragioni dei partiti, delle loro nomenclature e delle loro clientele. Con davanti i soliti, sempre più dilaganti esempi di bilanci depredati ad uso di singoli profittatori e di gruppi d’interesse, e nel giro banche ed aziende sanitarie, enti civili ed associazioni religiose, tutte le strutture insomma che supportano i partiti e a cui i partiti assicurano copertura di rappresentanza popolare.

E se in questo clima d’istituzionalizzata soffocante spartizione della grande torta quello dell’astensione alle amministrative era solo un campanello d’allarme (e da quant’è che suonava, mai ascoltato da chi badava a garantirsi gl’interessi suoi e della sua parte!), te ora fai arrivare le politiche e la senti la sirena lacerante!

E cosa fanno lorsignori, per capir l’allarme? Disprezzavano arroganti, tacciandoli d’antipolitica e di populismo, i vari movimenti e associazioni di protesta civile e di proposta politica, e ora che uno di quei movimenti – il 5 Stelle – s’è presentato in lista e ha fatto quel po’ po’ di bum, lorsignori cominciano a dire tò, magari era meglio se anche noi ci si stava un po’ dietro, agli umori popolari...

E allora propongono qualcosa, ora, a quegli umori. Nuove sigle ai partiti, qualche faccia di arrampicatori nuovi, qualche limatura all’immensa abbuffata di quattrini dei cosiddetti rimborsi elettorali, un po’ di deputati e senatori in meno, e tò, mi voglio rovinare, magari anche una revisione della legge elettorale cosiddetta “porcata” ma nel cui trogolo ci si sono finora ingrassati tutti.

E dopo aver così cambiato tutto perché tutto resti come prima, lorsignori riproporranno la loro visione della società: noi sotto che lavoriamo a produrre, loro sopra che lavorano a chiacchierare. E ad aspettare sempre nuove elezioni per sempre nuove redistribuzioni della grande torta.

 

 

 

 

 

 

ntanto quella bimba massacrata a Brindisi ci ha richiamato alla realtà dell’eterno e cosiddetto “oscuro” male dell’Italia: le stragi mafiose, che da Portella delle Ginestre in poi si sono mescolate e fuse con le stragi della strategia della tensione e le stragi del neofascismo e dei servizi segreti, insomma le cosiddette Stragi di Stato: tutti quegli “oscuri” massacri di gente inerme –  tesi alla paura del nuovo per la conservazione dei poteri dominanti –  su cui ancora qualcuno aspetta lumi.

Come Napolitano giorni fa: «Su Falcone e Borsellino emerga la verità».

E detto dopo vent’anni da un Capo di Stato, con tutte quelle stragi di Stato sempre coperte da depistaggi e omertà di Stato, con acclarate trattative tra Mafia e Stato, con gente inquisita per mafia a sedere in tanti posti di pubblico potere e perfino in Parlamento, con le mai chiarite “ombre” sulle collusioni fra Giustizia e Mafia, fra Servizi segreti e Mafia, con la Mafia da sempre parte essenziale della Politica e dell’Economia, più che una volenterosa richiesta quella di Napolitano appare come una battuta.

A parte l’offesa all’intelligenza della gente. Quella che poi deve andare a buttare la sua credulità nell’urna.

 

Mario Cardinali