29 Giugno del 1944: l'eccidio di Cetica

Sabato, 06 Giugno 2015 10:08

 

 

 cetica

 

 

Poerio Benevieri all’epoca giovane quindicenne, ricorda il dramma di quei giorni

 

 

71 lunghi anni sono passati da quel tragico 1944 che vide le nostre contrade sotto il terrore nazista, quei giorni di una lunga estate di sangue che fece della Toscana una terra di morte, distruzione e deportazione. Caduta Cassino, con la presa di Roma, la Toscana divenne il perno di tutto il sistema difensivo della "Linea Gotica o Linea Verde". All'avvicinarsi del fronte, il Maresciallo Kesserling intende rendere sicuri i luoghi dove si arresterà la prima linea tedesca, quindi ordina i grandi rastrellamenti in quelle zone rese insicure dalle forze partigiane, ormai forti, come i rilievi montani e i passi appenninici che i tedeschi segnavano con cartelli con scritto "Achtung-bandegebiet". Già nella primavera, con il grande rastrellamento della Falterona del 12 Aprile 1944 si è avuto visione della strategia nazifascista che cerca di recidere il legame tra la popolazione e i ribelli, così avvengono gli eccidi di Vallucciole, Partina, Moscaio, con centinaia di vittime innocenti, e con le distruzioni e il terrore si vuole piegare la gente dei paesi e delle campagne a interrompere l'aiuto morale e materiale che viene dato ai partigiani; aiuto che è doveroso non dimenticare, quello dato dalla Chiesa, che in particolare coi poveri preti delle piccole parrocchie, ha scelto di combattere con la Resistenza per la libertà. Anche l'azione di Cetica del 29 Giugno 1944 contemporaneamente a quelle di Civitella della Chiana - Cornia S. Pancrazio (223 morti) viene effettuata da reparti speciali della Wehrmacht nell'ambito della stessa operazione programmata (vedi K.T.B = 10 = N° 7) nei documenti dell'esercito tedesco ora consultabili dagli storici, nonostante i quali c'è ancora chi si ostina a dire che tutto avvenne perché i partigiani avevano ucciso dei soldati tedeschi, anche se ciò sicuramente aumentò la rabbia bestiale dei nazisti. Dal 26 Giugno, il II Battaglione del 3° Brandemurg era in marcia per Strada in Casentino per rinforzare il Koruck 594 che avrebbe dovuto attaccare il 29 i partigiani a Cetica, distruggerli e proseguire per il Pratomagno e sbaragliare la brigata "Lanciotto" che al comando di Potente rendeva insicure le vie di comunicazione tedesche del Casentino e del Valdarno. Ma per la prima volta le forze partigiane non solo resistettero, ma contrattaccarono, infliggendo forti perdite ai tedeschi che all'alba, guidati dai fascisti locali, avevano attaccato sicuri del successo dell'operazione. Durante la tragica giornata, rimasero uccisi 15 civili, mentre il piccolo centro montano ebbe centinaia di case distrutte dalle granate e dagli incendi, i partigiani ebbero 14 caduti e molti feriti. Ma nonostante la storia, per molti anni una parte del mondo politico ha tentato di sminuire l'apporto fondamentale dato dalla Resistenza alla liberazione del paese, non volendo riconoscere il giusto diritto di un popolo a combattere per la propria liberazione. Anzi, negli ultimi tempi, il vento del revisionismo ha raggiunto livelli impensabili, come mettere sullo stesso piano chi ha lottato per la libertà dei popoli, e chi ha combattuto insieme agli aguzzini dei forni crematori, cercando di rimettere in discussione il giudizio storico sulla Resistenza e il ruolo avuto dalla stessa sulle fondamenta della democrazia e della carta costituzionale. E' in questo clima che la piccola comunità di Cetica si appresta a festeggiare il 60° della Resistenza e della sua tragedia, commemorando i suoi morti e quelli partigiani, affinché si mantenga viva la fiamma di libertà e di giustizia per le quali molti nostri giovani scelsero di battersi, e molti dettero la vita. La lezione storica che la Resistenza ci ha lasciato: per il rispetto e la dignità dell'uomo è stata ripresa e rilanciata dal Presidente della Repubblica Ciampi che a Como ha detto: "Quello della Resistenza fu un sentimento diffuso che ebbe nei Partigiani la sua punta più avanzata e fu condiviso dalla maggior parte degli italiani, soprattutto i più umili, e dalla Resistenza nacque la Repubblica consacrata dalla costituzione". Questo autorevole giudizio crediamo sia da considerarsi definitivo.