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Politici, commissari europei e cavalieri d'industria non ce la raccontano...

 

 

 


«Il piano è di impegnarci per riuscire a chiudere entro fine anno, sotto l’amministrazione Obama, per non perdere altro tempo». Pochi giorni fa a Roma, il commissario al Commercio dell’Ue, Cecilia Malmstroem, nella sede dell’ambasciata britannica, ha fatto il punto sul Ttip, il controverso negoziato sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti. A luglio, infatti, il Parlamento europeo – che avrebbe dovuto farlo a giugno – dovrebbe trovare un’intesa e votare le sue “linee guida” per orientare il negoziato.

 

Nello stesso mese si terrà un’altra sessione di negoziazione e «forse a settembre – ha aggiunto Malmstroem – potremo fare il punto ma mancano ancora temi difficili come l’energia e le indicazioni geografiche». Tema caldissimo, quest’ultimo, perché l’agroalimentare, un asset dall’export miliardario del nostro “Made in Italy” oltre a caratterizzare la nostra identità nel mondo. «La Ue – ha sottolineato Malmstroem – farà in modo di proteggere i prodotti locali come il parmigiano. Vogliamo che il Ttip protegga i prodotti Igp e ci darà la possibilità di proteggere gli standard».

 

Infine, il commissario Ue al Commercio rispedisce al mittente le accuse secondo cui il Ttip mancherebbe di trasparenza. «La trasparenza – ha detto ancora Malmstroem – sarà al centro dei negoziati sul Ttip, ma il protezionismo non può essere la risposta».

 

A proposito di protezionismo,  vi proponiamo la voce di Carlin Petrini su i Ttip