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L’annuncio dell’assessore regionale Remaschi: “Sono troppo pericolosi, pronta la legge”

 

 

 

 

 

«E' pronta la legge regionale ad hoc per dimezzare la popolazione degli ungulati presenti in Toscana, almeno 500.000 tra cinghiali, daini, cervi, caprioli che stanno oggettivamente creando enormi difficoltà e danni sia in agricoltura che sul fronte dell’incolumità personale, nelle campagne come nei centri abitati». Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’agricoltura e alle foreste Marco Remaschi (Pd), specificando che «stiamo articolando una bozza, la proposta di legge arriverà in consiglio regionale a settembre e chiederemo tempi rapidi per l’approvazione». Nel giorno dell’incidente mortale provocato da un cinghiale (vedi articolo sotto) la Regione Toscana si appresta dunque ad aprire una delle più grandi cacce agli ungulati che si ricordi: almeno 250.000 mila gli esemplari che dovranno essere abbattuti. «Secondo i dati Ispra la media nazionale è di 0,5 ungulati per ettaro, in Toscana sono 20 per ettaro – sottolinea l’assessore – una cifra 40 volte superiore alla media su cui bisogna agire quanto prima».

 

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Il compito di abbattere questo surplus – causato, spiega Remaschi, «dalla mancanza di politiche di contenimento negli ultimi anni» - sarà affidato al Corpo Forestale dello Stato ma anche «alle associazioni di cacciatori che collaborano alla bozza di legge », spiega l’assessore. Oltre a cacciatori e allevatori, alla bozza stanno lavorando anche Coldiretti e Confagricoltori, «insieme ai sindaci coi quali stiamo concertando una legge il più possibile condivisa». Sarà una caccia ‘chirurgica’, rassicura Remaschi: «Verificheremo il numero di ogni specie di ungulati e stabiliremo quanti esemplari abbatterne». I cinghiali “censiti” in Toscana ad esempio sono 200 mila, quasi la metà degli ungulati: saranno i più colpiti. In questo senso «sarà di aiuto il passaggio di competenze sulla caccia dalle province alla Regione prevista a fine anno: presenteremo un piano faunistico unico per tutto il territorio toscano, con regole di caccia uniformi» annuncia. Non aiuterà invece il calo di cacciatori toscani registrato da Bernardo Gondi, presidente sezione caccia Confagricoltura: «negli ultimi 15 anni siamo passati da 115 mila a 95 mila doppiette – afferma - il 70% di loro ha più di 50 anni, il 60% più di 60».

 

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La legge ha già ricevuto il ‘no’ secco dell’Enpa «non esiste alcun allarme cinghiali, l’emergenza ungulati sulle strade è legata alla mancata applicazione di misure di sicurezza » - e il plauso di Coldiretti Toscana, che tramite il suo presidente Tulio Marcelli era tornata a chiedere «un’accelerazione degli interventi di riduzione degli ungulati e la revoca delle zone di rispetto venatorio e nei Parchi che rappresentano un rifugio per questi animali». «Un ripensamento degli ambiti di caccia (area libera, area ‘non vocata’, area protetta) non è da escludersi» risponde Remaschi. Di certo, prosegue Marcelli, «i cinghiali sono ormai un pericolo pubblico e non più solo per gli agricoltori che assistono impotenti ai danni alle coltivazioni, 20 milioni di euro l’anno, e alla devastazione di raccolti: adesso è a rischio anche la sicurezza dei cittadini».