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dove arriva e dove parte il treno di Arezzo Wave



l’editoriale di Mauro Valenti prende una nuova forma. Comprende
oltre alle consuete informazioni sulle iniziative della Fondazione Arezzo Wave Italia,
la musica che, con le sue emozioni ci racconta le storie che passano dalla stazione di Arezzo Wave



La notizia di oggi è:


Il Comune di Arezzo:


Arezzo Wave il marchio lo vogliamo ma non il


Festival!

 

Il Comune di Arezzo alla nostra richiesta di coinvolgimento per la trentesima edizione del Festival e relativi progetti celebrativi ad esso collegati ci ha risposto negativamente ritenendo di scegliere altre priorità estive.


L'assessore Comanducci scrive che il Festival potrebbe svolgersi autonomamente se solo se fosse compatibile con altre iniziative, non specificando quali, ne quando. Peccato! Volevamo fare squadra per valorizzare un evento che Google, digitando Arezzo, segnala con San Francesco Pieve e Duomo tra i 4 luoghi di interesse per visitare la nostra città (...e gli utenti del web sono ormai alcuni miliardi...). Riteniamo che attrarre pubblico ad Arezzo necessiti un'operazione congiunta e non di azioni estemporanee e prive di strategie condivise, come spesso vediamo.


Non ci è stato espresso nessun interesse neanche per la digitalizzazione del nostro patrimonio culturale (...articoli, video, foto dei concerti, ecc) né per la nostra disponibilità di portare e distribuire materiale turistico da collocare nelle centinaia di serate da noi organizzate per la valorizzazione della musica italiana, in tutte le regioni d'Italia in America e in Europa. 


Evidentemente abbiamo visioni diverse del marketing territoriale della cultura del turismo e dell'innovazione. È evidente che in un'ottica locale offriamo pochi tornaconti, ma in democrazia la cosa è giusta è comprensibile: a questa giunta Arezzo Wave non piace, in linea con quella precedente.
Siamo e continuiamo ad essere liberi...e Google purtroppo non è sindaco di Arezzo. 


Ciò che ci sfugge, forse perché non siamo politici o più semplicemente non ci arriviamo, è la richiesta di mantenere il marchio,che ci esprime l'attuale giunta, spingendosi a pagare addirittura quanto da noi sostenuto per i costi di rinnovo del marchio (che cedemmo gratuitamente, divenendo comproprietari, in cambio di promesse di sua valorizzazione ).


Il Comune è disposto a pagare (e condividere) la comproprietà del marchio e quindi sborsare migliaia di euro, ma non vuole condividere le iniziative che lo celebrano.


Da cittadino capisco le ristrettezze delle amministrazioni locali e visto che i soldi pubblici sono anche miei chiedo: perché non spendere questi soldi, che vogliono darci per rimborsarci delle spese del marchio, per interventi sul sociale, per chi non ha un pasto o per altri scopi di cui c'è senz'altro più bisogno, che non per avere una comproprietà che ha come unico motivo quello del controllo?

Si è detto a volte che Arezzo Wave costa troppo alla città... Non mi sembra questo il caso... o per lo meno non per nostra colpa...


Buon 2016!


Vi aspettiamo tutti alla festa di compleanno dei 30anni di Arezzo Wave dal 1 al 3 luglio 2016!


Mauro Valenti