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...notizia che non ha tardato a far allarmare il Comitato per la Tutela della Valdichiana

 

 

 

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Appena venuti a conoscenza della richiesta formulata da Chimet alla Regione Toscana per l' "Ampliamento di recupero metalli preziosi da rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi" presso lo stabilimento di Badia al Pino nel comune di Civitella in Val di Chiana, l'Associazione Tutela Valdichiana ha rapidamente elaborato delle considerazioni . Le vogliamo condividere con la società civile, attenta non solo alle problematiche ambientali ma a tutto quanto gravita intorno allo sviluppo industriale di un'area già pesantemente antropizzata, ad alta concentrazione di fonti inquinanti e con un passato, non troppo remoto, non  difficile da ricostruire avvalendosi delle notizie di cronaca e non, anche giudiziarie.

 


Le modifiche che le attività umane provocano sull'ambiente a volte sono tali da provocare alterazioni che incidono direttamente sulla popolazione, al punto da renderne critiche le condizioni di vita .  La difesa ambientale diventa quindi una necessità, intesa come difesa di un diritto personale e collettivo; l'Associazione pertanto si impegnerà sempre per la  tutela di questi diritti, a favore di una gestione responsabile e sostenibile del territorio, inteso come insieme di aria, acqua, suolo e attività umane compatibili con il vivere in salute.

 

 


Dalla lettura del  primo Bollettino Ufficiale della Regione Toscana del 7 gennaio 2016 , che riporta la delibera 6338 del 23 dicembre 2015 , (certificata il giorno 24 dicembre 2015!) si può tranquillamente affermare che piuttosto che di semplice ampliamento dell'attività trattasi di vero e proprio raddoppio oltre all'installazione di un cogeneratore a metano.
Trattasi in definitiva di un progetto analogo  a quello richiesto da Chimet nel giugno 2006, integrato nel novembre 2007 e luglio 2008, sottoposto a procedura di VIA presso la provincia di Arezzo e conclusosi con un diniego, dopo lo svolgimento di una inchiesta pubblica indetta dalla stessa Provincia, nell'estate del 2009.

 


Alla luce di un quadro normativo  sostanzialmente cambiato e con regole autorizzatorie più snelle, per non dire eccessivamente semplificate, è partita questa nuova richiesta che vede sensibilmente depotenziato il ruolo di alcuni enti. Alcuni di questi però, vedi ARPAT e ASL, hanno già espresso richieste di integrazione documentale, approfondimenti e precisazioni, anche sulla base delle risultanze emerse nel corso della precedente procedura di VIA ( 2006/2009).


Speriamo che alla mole di documenti depositati e da depositare corrisponda un esame serio e approfondito dell'impatto che tale progetto avrà sull'area interessata e su quelle circostanti, con particolare attenzione per le produzioni agricole destinate alla catena alimentare , estremamente significative per l'economia della Val di Chiana. A questo proposito è particolarmente incisivo il contributo tecnico fornito dalla ASL 8 il 19.11.2015, dal quale emerge la certezza di un "sostanziale aumento delle emissioni in atmosfera, delle conseguenti deposizioni sul suolo" tali da indurre ad estrema prudenza e valutazione anche di "alternative di  progetto, compresa l'alternativa zero".


Il Dipartimento della Prevenzione ha infatti coordinato uno studio sulla popolazione di Civitella ed Arezzo, in relazione all'esposizione a fattori inquinanti, dal quale sono emersi , attraverso l'esame di bioindicatori, " livelli...al di sopra dei livelli di controllo. Esistono segnali evidenti di accumulo di argento, mercurio, composti diossina simili ..." e consiglia di "aggiungere stime di rischio non solo per via inalatoria ma anche per via ingestiva , in considerazione del lungo periodo durante il quale l'azienda ha condotto l'attività in questa sede ( 40 anni), della presenza intorno all'azienda di aree agricole..."


Ci sembra che  sussistano sufficienti elementi per indurre l'ente Regione ad estrema prudenza nel decidere, oltre a tenere in considerazione quanto emerso nel corso delle  indagini svolte in occasione delle vicende giudiziarie, conclusesi non favorevolmente per i soggetti coinvolti.


Il Presidente dell'Associazione