Radio Vernacoliere: Con Mario Cardinali

Sabato, 28 Luglio 2012 08:20

cardinali mario

 

 

Eppure bisogna capirli, poverini. Noi quaggiù coi nostri piccoli problemi di sopravvivenza quotidiana – la spesa d’ogni giorno, le bollette, l’affitto, la benzina, il posto di lavoro, la scuola dei figlioli, i rincari fissi, le tasse sanguisughe... – loro lassù coi grandi problemi di sopravvivenza istituzionale.

 


Accaparrarsi i voti, occupare le poltrone, spartirsi i finanziamenti pubblici e le tangenti private, tenersi buona la mafia, non contrariare la chiesa, patteggiare con la magistratura, accontentare i militari, controllare stampa e televisione...
Cose che noi piccoli umani non riusciamo neppure a immaginare, nella loro grandiosità e nei loro segreti, in quelle riservatissime pratiche di palazzo che tanto sostanziano la gestione del potere.
Come si corrompe e ci si lascia corrompere, come si comprano gli uomini e come si vendono le coscienze, come si scende a patti con gli altri potenti, come ci si spartiscono le zone d’influenza, come si governa un paese fatto soprattutto di mafiosi, fascisti, clericali, razzisti, opportunisti, evasori fiscali...
E come si debba tenercelo, questo paese, in tanta tradizionale qualità storica e culturale, garanzia della solidità d’uno Stato prima monarchico, poi mussoliniano, poi democristiano, poi craxiano, poi berlusconiano, ora montiano, e gli altri a far cornice e complicità parlamentare, partitica e istituzionale.
Bisogna proprio capirli, poverini. Compiti immani sulle loro spalle, per mandare avanti il potere di sempre contro ogni avventura che suoni cambiamento.
Proviamoci noi, sennò, a organizzarla con le nostre menti una piazza Fontana o una piazza della Loggia o un treno Italicus o qualcun'altra delle infinite stragi di Stato che allo Stato han dovuto garantire la sopravvivenza.
Proviamoci noi a trattare con la Mafia che le stragi se l’è fatte anch’essa per la sua sopravvivenza, proviamoci noi a convincerla che lo Stato ha già in sé tanti di quei mafiosi e complici e mandanti dei mafiosi che già sono garanzia di buona convivenza, a saper trattare e riconoscersi figli della stessa mamma.
Proviamoci noi a sospendere la democrazia come fu per la scuola Diaz di Genova e per la caserma di Bolzaneto, a rimarcare la possibilità poliziesca istituzionale di massacrarli anche fisicamente i contestatori financo quando inermi, in coerente tradizione di fascismo e a fascistica minaccia d’una Diaz non più solo scuola ma un paese intero sottratto manu militari alla democrazia.
E proviamoci noi a far tant’altre di quelle cose in cui si sostanzia la gestione dell’italico potere, compreso ora il far pagare la crisi dell’economia capitalistica selvaggia a chi capitali non ne ha mai avuti e non ci ha mai giocato in borsa, speculatore in conto proprio o per l’arricchimento delle banche. Da garantire anch’esse, non ce le scordiamo, anch’esse elementi portanti del sistema.
Proviamoci, e al solo immaginare l’incombenza immane ci spaurirebbe il cuore. Ché noi siam buoni tutt’al più a dargli i nostri voti, a quel potere, lasciando a lui di fare il suo mestiere.



Mario Cardinali