Radio Vernacoliere: Con Mario Cardinali

Sabato, 29 Settembre 2012 10:03



cardinali mario


Eppure continuano a votarli.

 

 

Più ne scoprono, di queste bande di ladri e profittatori di partito, grassatori del pubblico denaro, farabutti in doppiopetto e in maniche di camicia, corrotti e corruttori di sistema – assisi in Regioni o in Comuni o in Province e in qualsivoglia ganglo delle istituzioni rappresentative, fino al Parlamento – e più tanta gente continua a dare loro il voto.
  E allora è la loro gente, non se ne può scappare. Chi continua a votare i ladri – il sistema dei ladri, comunque si chiami con i più vari nomi dei reggitori d’Enti o dei pezzigrossi politici o dei loro tesorieri addetti alla spartizione delle fette – vuol dire che dai ladri si sente ben rappresentato.
  A partire dagli evasori fiscali, quelli di sistema anch’essi. E da chi con la politica ci mangia e ci fa mangiare con gli affari. E da chi della corruzione – con l’Italia ai primi posti nel mondo e capofila in Europa – fa metodo e filosofia di vita.
  E poi i raccomandati e i raccomandandi, i raccomandanti e quelli che in ogni situazione “tengono famiglia”, i cosiddetti furbi e quelli che la furbizia la vogliono imparare anch’essi, gli assenteisti cronici e gl’invalidi immaginari...
 Ce n’è a schiere, di cotale gente. Connaturata evidentemente al carattere anche mafioso di tanta italianità, già in gran parte clericale, fascistoide, xenofoba e classicamente qualunquista. Del “Franza o Spagna purché se magna” di costitutiva matrice nazionale.
    Ci sono partiti che ci si son sempre fondati, sulla connaturalità con quella gente, e ci son partiti che son nati apposta, fidando su quei voti. I grandi interessi e le grandi ruberie ai rappresentanti eletti, le medie e le piccole furfanterie ai loro elettori. In sintonia di scopi e di garanzie. 
  Perché altrimenti i ladri di partito, i grassatori del pubblico denaro, i farabutti in doppiopetto e in maniche di camicia dovrebbero continuare a sentirsi il posto assicurato?
  Hai voglia a beccarne qualcuno, quando scoppia qualche bolla di sistema! Lui fa subito la chiamata di correo, se ho rubato io han rubato tanti altri, qui c’è un pantano in cui si sguazza tutti, chi ha preso e chi ha visto prendere e taceva. E allora pian piano si placa la tempesta, qualche condannuccia e qualcuno in galera, quando e se ci resta, e i pezzigrossi sempre al loro posto, anche con la sicumera più arrogante perché più assicurata dall’immensa rete di complicità in cui tanti hanno fatto affari.
 E il sistema di Tizio riprende anche e più di prima, magari chiamato sistema di Caio. Ad implicare anche chi dice di non essere ladro ma i ladri li conosce e se li tiene zitto accanto, in poltrone e poltroncine anch’esse di sistema. 
  Col mezzo della democrazia – il voto popolare – sempre più trasformato in mezzo di scambio e di garanzia per l’abbuffata generale.
Tanto poi la crisi la paga come sempre il disgraziato.

 

 

Mario Cardinali