Rio Mezzanino: love is a radio

Sabato, 20 Aprile 2013 18:10


riomezzanino


 

 

Oggi vi raccontiamo la sotria di Love is a radio, una storia d'amore fra l'uomo e la melodia. Oggi è anche l'occasione per presentare una nuova storia con l'anteprima del singolo

I said yes

 

 



Amore come radiofrequenza: a volte la sintonia è solida a volte debole. La radio sa offrire atmosfere perfette al momento giusto oppure sonorità dissonanti nel momento meno opportuno. Così il sentimento può essere etereo e precario, in balia di onde radio.

 

 

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Melodia che attraversa il cielo come una stella cadente nel silenzio della notte, dà lo slancio per fuggire e dormire abbracciati, amarsi, e lasciarsi per poi riprendersi e lasciarsi ancora. La stessa melodia è traditrice e pungente come una spina nel fianco, ossessiva e martellante, capace di sfinirti, ma anche unica sostanza in grado di dissetarti quando si è deboli ed esposti all'aridità della vita quotidiana. Si, perché lo scorrere faticoso dei giorni, il lavoro non scelto, lo sbiadirsi delle emozioni, banalizzano e impoveriscono la quotidianità che diviene un mondo

 

popolato di fantasmi, dove noi stessi siamo spettri mentre la musica è ciò che ci rende reali, liberi e nuovamente capaci di ristabilire la sintonia.

 

 

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Love is a radio è il secondo LP dei Rio Mezzanino ed è uscito a Novembre 2012 per la Burriccu Records, edito da A Buzz Supreme. Con questo album il gruppo fiorentino vira in modo deciso verso un raffinatissimo sound d'autore, al tempo stesso energico e sensuale: le atmosfere calde e desertiche, che caratterizzano il suono della band, si illuminano grazie a penetranti riff di chitarra intrecciati con le ricche melodie vocali, giochi ritmici di batteria e percussioni che richiamano ed enfatizzano linee di basso incisive, talvolta rese più ruvide da effetti. Ad impreziosire gli arrangiamenti eleganti trame di archi, linee di sax, accenni di wurtlizer e un misurato uso dell'elettronica.
Grande importanza infine hanno i cori. La profonda voce di Antonio Bacchiddu viene sostenuta dal vocal background di tutti gli altri componenti dei Rio Mezzanino, con particolare evidenza delle voci femminili, quelle di Oretta Giunti (batteria) e Federica Fabbri (chitarre); l'altra metà maschile della band è Leonardo Baggiani (basso e cori), oltre a Giuseppe Viesti, gradito ritorno alle percussioni, prima nell'incisione del disco e oggi anche nei live.

 

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I lunghi tempi di produzione (registrazioni in più riprese da Donato Masci, Andrea Pellegrini e Luca Fanti, mixaggio a cura di Tommy Bianchi) hanno reso possibile una lenta maturazione e hanno conferito al sound del disco maggior spessore e gamma sonora

 




Fondato a Firenze nel 1997 il progetto Rio Mezzanino ha sperimentato negli anni un intreccio fra mondi musicali mai troppo lontani per contaminarsi (rock, folk, indie, elettronica), con rife-rimenti al rock americano, ai cantautori degli anni '60-'70 fino ad oggi (De Andrè, Doors, Tom Waits, Pj Harvey) e a sonorità più contemporanee (Massive Attack, Air, Portishead, Calexico).
Nel 2007 hanno vinto il Demo Award di Radio Rai1 consegnato al Meeting delle Etichette In-dipendenti di Faenza.

Nell’aprile 2008 è uscito "Economy with Upgrade", il primo LP (produzione Danza Cosmica e Rio Mezzanino, cover illustration & graphic design Igort, distribuzione Audioglobe).

Nel dicembre 2008 hanno realizzato “The Sky Underground. Songs for the living and the dead”, uno spettacolo che fonde musica, cinema e teatro (regia e montaggio di Andrea Monta-gnani e Dimitri Chimenti).

Nel 2010 sono stati prodotti l'EP “Together to get out” , il videoclip dal singolo “Sleep toge-ther” (regia Alessandra Gori, fotografia Michele Nassuato) e il film-documentario “Cancelli di fumo” (regia Francesco Bussalai, premiato al Tekfestival 2010 di Roma) con la colonna sonora dei Rio Mezzanino.

La musica dei Rio Mezzanino “risuona” anche attraverso alcune pagine dei romanzi “Nero ri-flesso” (2009) e “Dopotutto” (2010) scritti da Elias Mandreu e pubblicati da Il Maestrale.

 

Love is a radio è una storia d'amore fra l'uomo e la melodia.

Amore come radiofrequenza: a volte la sintonia è solida a volte debole. La radio sa offrire atmosfere perfette al momento giusto oppure sonorità dissonanti nel momento meno opportuno. Così il sentimento può essere etereo e precario, in balia di onde radio.

Melodia che attraversa il cielo come una stella cadente nel silenzio della notte, dà lo slancio per fuggire e dormire abbracciati, amarsi, e lasciarsi per poi riprendersi e lasciarsi ancora. La stessa melodia è traditrice e pungente come una spina nel fianco, ossessiva e martellante, capace di sfinirti, ma anche unica sostanza in grado di dissetarti quando si è deboli ed esposti all'aridità della vita quotidiana. Si, perché lo scorrere faticoso dei giorni, il lavoro non scelto, lo sbiadirsi delle emozioni, banalizzano e impoveriscono la quotidianità che diviene un mondo

 

popolato di fantasmi, dove noi stessi siamo spettri mentre la musica è ciò che ci rende reali, liberi e nuovamente capaci di ristabilire la sintonia.

Love is a radio è il secondo LP dei Rio Mezzanino ed esce a Novembre 2012 per la Burriccu Records, edito da A Buzz Supreme. Con questo album il gruppo fiorentino vira in modo deciso verso un raffinatissimo sound d'autore, al tempo stesso energico e sensuale: le atmosfere calde e desertiche, che caratterizzano il suono della band, si illuminano grazie a penetranti riff di chitarra intrecciati con le ricche melodie vocali, giochi ritmici di batteria e percussioni che richiamano ed enfatizzano linee di basso incisive, talvolta rese più ruvide da effetti. Ad impreziosire gli arrangiamenti eleganti trame di archi, linee di sax, accenni di wurtlizer e un misurato uso dell'elettronica.
Grande importanza infine hanno i cori. La profonda voce di Antonio Bacchiddu viene sostenuta dal vocal background di tutti gli altri componenti dei Rio Mezzanino, con particolare evidenza delle voci femminili, quelle di Oretta Giunti (batteria) e Federica Fabbri (chitarre); l'altra metà maschile della band è Leonardo Baggiani (basso e cori), oltre a Giuseppe Viesti, gradito ritorno alle percussioni, prima nell'incisione del disco e oggi anche nei live.

I lunghi tempi di produzione (registrazioni in più riprese da Donato Masci, Andrea Pellegrini e Luca Fanti, mixaggio a cura di Tommy Bianchi) hanno reso possibile una lenta maturazione e hanno conferito al sound del disco maggior spessore e gamma sonora