Alessandro Fiori: Cascata

Sabato, 08 Febbraio 2014 12:33

 

 

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Un disco unico quello di Alessandro Fiori, Cascata: un distillato cantautorale fortemente originale

 

 

 

 

 

 

Come in un quadro di Chagall, i soggetti di Alessandro Fiori si susseguono tra immagini surreali dai contorni netti,  alternando colori vividi ad altri desaturati  in un’ambientazione onirica; Cascata è il sogno di Fiori, una full immersion in un`atmosfera fluttuante ed eterea come i suoni che gravitano attorno a questo nuovo lavoro, breve ed intenso in tutti i sensi. I testi e gli arrangiamenti sono stati concepiti in poco più di tre giorni tra Arezzo e Catania, il tempo necessario per mettere in scena lo spettacolo in cui il Fiori poeta riesce a riversare tutta la sua anima.

 

 

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Docili le melodie ed elegantemente discreto il nuovo Fiori, giunto alla terza fatica solista, in soli 300 copie In vinile (che è anche il nome della collana), pubblicate per la Viceversa Records, il cantautore aretino ci regala tutto se stesso: le nuove emozioni legate alla paternità, gioie e momenti di raccoglimento, dolori mai del tutto seppelliti, e lo fa con delicatezza ed umiltà, quella cosa lì, che solo i grandi Artisti come lui possiedono.

 

Si esprime con semplicità, malgrado i testi apparentemente naif e confusionari, ruba alla lingua italiana parole belle ed ingenue; le stesse caratteristiche valgono per i suoni, monotoni, ma instancabili sin dalla prima traccia. In Volevo solo farle un caffè poche note accompagnano chi ascolta in una passeggiata lungo un viale alberato e nebbioso. Un leggero filo di malizia – quasi infantile - condisce Dei nei la mappa precisa, ma anche in questo caso Alessandro riesce a rimanere sobrio e lucido, a suo modo.

 

Di giallo si tinge Un misterioso caso, come in un  thriller anni settanta tra vetri rotti e cagne; più cupa, assordante e spigolosa nei ritmi e non solo, Big Fish, è il resoconto di un incubo, ciò che resta la mattina dopo una brutta nottata, ciò che vorresti dimenticare ed al contempo ciò che non ricordi, quattro righe quelle finali stracolme di significati e significanti: “prima di morire ero vivo/sempre a scrivere libri privati/aveva intavolato discussioni/senza mai ottenere dei primati”.

La Divina Commedia di Fiori, il viaggio che va dall’Inferno al Paradiso comprende Senza sporcare, l’ennesimo inedito, il quinto dei nove che Cascata contiene, un brano dal mood anestetizzato ed a tratti convulsivo; il testo è in una posizione nettamente antitetica rispetto ai versi Maltusiani - in voga all’inizio dello scorso secolo - caratterizzati dall’interruzione dell’ultima parola: l`artista invece l’aggiunge cambiando repentinamente il senso ad ogni pensiero.

 

 

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Un occhio chiuso è un brano schizofrenico, angosciante ed euforico allo stesso tempo, il cui ritornello appare totalmente staccato dalla parte iniziale, ma ciò non è percepito come elemento di disturbo, tutt’altro: stupisce e sorprende piacevolmente; i Decibel di Contessa sembra non si siano mai eclissati quando si ascolta Il suono del cratere centrale e chissà se quel cratere non sia proprio quello della maestosa Etna che ha fatto da vigile guardiano a quest’ottimo disco, e questa volta è proprio il caso di dirlo. Si chiude in bellezza ed in tristezza con la titletrack Cascata, romantica nel senso più struggente ed ottocentesco del termine.

 

 

Hanno impreziosito questo già prezioso capolavoro: Cesare Basile, Anna Balestrieri, Marcello Caudullo, Francesco Cantone, Sonia Brex e Stefania Licciardello.