Ex-Otago: in capo al mondo

Sabato, 15 Marzo 2014 12:04

 

 

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Ex-Otago -  “In capo al mondo”

 

 

Partire una domenica mattina da Genova, quartiere Marassi, e arrivare a camminare tra i boschi; salpare e ritrovarsi in mezzo al mare, poi tra deserti e montagne, per arrivare fino in capo al mondo. Infine, ritornare a casa dopo essersi fatti strada sotto la luce della luna. Un viaggio lungo, costellato di visioni e di paesaggi, un continuo contrasto tra la vita metropolitana ed agreste, un dialogo tra dimensioni grazie a cui trovare equilibrio, da cui riemergere necessariamente diversi, più ricchi, più vivi. Il nuovo disco degli Ex-Otago si potrebbe riassumere così, come la storia di un viaggio verso un luogo lontanissimo. Sono passati tre anni da “Mezze stagioni” e la band genovese si riaffaccia con un nuovo album che è sicuramente tra i più attesi di questa fervida primavera discografica, un disco che è frutto di un lavoro lungo ed intenso a cui gli otaghi hanno dedicato più tempo di tutti quelli precedenti messi assieme. In questi tre anni è successo di tutto nel loro mondo: vicende personali importanti, molte delle quali sono raccontate nel libro allegato al cd, intitolato “Burrasca”, e l’uscita dal gruppo di Albe (Pernazza per i più, e a scanso di equivoci si vogliono ancora tanto bene) – che ha portato via con sé il suo modo di rappare – ci hanno lasciato una band forse meno giocosa, ma sicuramente più coesa e matura. Certi accadimenti infatti possono farti crescere ed aiutarti ad imboccare delle direzioni prima solo accennate e, visto che parliamo di una band, non possono che trasformarsi in canzoni – più compatte di un tempo, piene di strati e di figure – che messe in fila una dopo l’altra sembrano quasi i capitoli di un libro d’avventura.

Leggi tutto su: http://www.rockon.it/musica/dischi/ex-otago-il-nuovo-disco-capo-al-mondo-esce-l11-marzo/

Partire una domenica mattina da Genova, quartiere Marassi, e arrivare a camminare tra i boschi; salpare e ritrovarsi in mezzo al mare, poi tra deserti e montagne, per arrivare fino in capo al mondo. Infine, ritornare a casa dopo essersi fatti strada sotto la luce della luna. Un viaggio lungo, costellato di visioni e di paesaggi, un continuo contrasto tra la vita metropolitana ed agreste, un dialogo tra dimensioni grazie a cui trovare equilibrio, da cui riemergere necessariamente diversi, più ricchi, più vivi. Il nuovo disco degli Ex-Otago si potrebbe riassumere così, come la storia di un viaggio verso un luogo lontanissimo. Sono passati tre anni da “Mezze stagioni” e la band genovese si riaffaccia con un nuovo album che è sicuramente tra i più attesi di questa fervida primavera discografica, un disco che è frutto di un lavoro lungo ed intenso a cui gli otaghi hanno dedicato più tempo di tutti quelli precedenti messi assieme. In questi tre anni è successo di tutto nel loro mondo: vicende personali importanti, molte delle quali sono raccontate nel libro allegato al cd, intitolato “Burrasca”, e l’uscita dal gruppo di Albe (Pernazza per i più, e a scanso di equivoci si vogliono ancora tanto bene) – che ha portato via con sé il suo modo di rappare – ci hanno lasciato una band forse meno giocosa, ma sicuramente più coesa e matura. Certi accadimenti infatti possono farti crescere ed aiutarti ad imboccare delle direzioni prima solo accennate e, visto che parliamo di una band, non possono che trasformarsi in canzoni – più compatte di un tempo, piene di strati e di figure – che messe in fila una dopo l’altra sembrano quasi i capitoli di un libro d’avventura.

Leggi tutto su: http://www.rockon.it/musica/dischi/ex-otago-il-nuovo-disco-capo-al-mondo-esce-l11-marzo/

Partire una domenica mattina da Genova, quartiere Marassi, e arrivare a camminare tra i boschi; salpare e ritrovarsi in mezzo al mare, poi tra deserti e montagne, per arrivare fino in capo al mondo. Infine, ritornare a casa dopo essersi fatti strada sotto la luce della luna. Un viaggio lungo, costellato di visioni e di paesaggi, un continuo contrasto tra la vita metropolitana ed agreste, un dialogo tra dimensioni grazie a cui trovare equilibrio, da cui riemergere necessariamente diversi, più ricchi, più vivi. Il nuovo disco degli Ex-Otago si potrebbe riassumere così, come la storia di un viaggio verso un luogo lontanissimo. Sono passati tre anni da “Mezze stagioni” e la band genovese si riaffaccia con un nuovo album che è sicuramente tra i più attesi di questa fervida primavera discografica, un disco che è frutto di un lavoro lungo ed intenso a cui gli otaghi hanno dedicato più tempo di tutti quelli precedenti messi assieme. In questi tre anni è successo di tutto nel loro mondo: vicende personali importanti, molte delle quali sono raccontate nel libro allegato al cd, intitolato “Burrasca”, e l’uscita dal gruppo di Albe (Pernazza per i più, e a scanso di equivoci si vogliono ancora tanto bene) – che ha portato via con sé il suo modo di rappare – ci hanno lasciato una band forse meno giocosa, ma sicuramente più coesa e matura. Certi accadimenti infatti possono farti crescere ed aiutarti ad imboccare delle direzioni prima solo accennate e, visto che parliamo di una band, non possono che trasformarsi in canzoni – più compatte di un tempo, piene di strati e di figure – che messe in fila una dopo l’altra sembrano quasi i capitoli di un libro d’avventura.

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In “Capo al mondo” è una grande metafora.

 

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Ma a noi musicanti se ci togliete l’immaginazione che cosa ci resta?

 

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Durante questo lungo viaggio, navigheremo in acque profonde, racconteremo di persone semplici 
che con le loro vite autentiche ci hanno cambiano poco per volta, per sempre, 
parleremo di alberi e di città del tempo che manca sempre,
ci sentiremo come una tribù e proveremo a tornare ogni volta, in capo al mondo.

 

 

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In questi tre
anni è successo di tutto nel loro mondo: vicende personali importanti, molte delle quali sono raccontate nel
libro allegato al cd, inttolato “Burrasca”, e l'uscita dal gruppo di Albe (Pernazza per i più, e a scanso di
equivoci si vogliono ancora tanto bene) - che ha portato via con sé il suo modo di rappare - ci hanno lasciato
una band forse meno giocosa, ma sicuramente più coesa e matura. Certi accadimenti infatti possono farti
crescere ed aiutarti ad imboccare delle direzioni prima solo accennate e, visto che parliamo di una band,
non possono che trasformarsi in canzoni - più compatte di un tempo, piene di strati e di figure - che messe
in fila una dopo l'altra sembrano quasi i capitoli di un libro d'avventura.


“In capo al mondo” comincia allora con la danzereccia filastrocca acustca di “Amico bianco”, che sa di sole
e di preparatvi per la partenza, seguita dall'altrettanto saltellante “L'appuntamento”, perchè per
intraprendere un lungo percorso bisogna essere pronti e spezzare il fiato in fretia. “L'età della spesa” alterna
strofe pizzicate a ritornelli più quadrati, e rappresenta l'inizio vero e proprio del viaggio degli Ex-Otago.


Viaggio che onda su onda punta verso un “Nuovo mondo” terzinato e placido, ma quando la terra è ancora
lontana esplode nella trascinante “Foglie al vento”, canzone d'amore senza i melensi paradigmi della
canzone d'amore. Se parlassimo davvero dei capitoli di un libro, “Chi la dura l'avventura” con il suo mood
latino sarebbe quello dedicato allo sbarco dopo una lunga traversata, mentre “La ballata di Mentino” è un
soffuso momento di voci e chitarra che si mischiano in un tappeto leggerissimo di percussioni e che
accompagnano fino ad una “Giovane estate” più standard e direta, squisitamente pop. “Gian Antonio” è
invece la prova di come gli Ex-Otago hanno metabolizzato quelle partcelle cantautorali che si respirano a
Genova senza mai rinunciare alla loro irriverenza, così come accade in “Il ballo di Nicola” dove il verso
“anche se non sai ballare prova a muoverti” rimane addosso più di un consiglio prezioso. L'undicesimo
capitolo invoca “La tramontana”, capace di spazzare via con il suo soffio freddo e improvviso molte delle
cose storte che riempiono la vita di ognuno. La chiusura è lasciata alla serrata “Le cose da fare”, un elenco
che se seguito alla letera renderebbe di sicuro le persone migliori, o almeno Maurizio, Simone, Francesco,
Olmo e Gabriele. Il disco, in cui gli Ex-Otago hanno quasi abbandonato l'eletronica a favore di strument di
legno come il charango, la chitarra classica e l'Harmonium indiano, è stato registrato e mixato tra Genova e
Milano da Marco Olivi, per poi essere masterizzato da Giovanni Versari.


Dodici canzoni, o dodici capitoli, che scavano nelle profondità degli Ex-Otago, che hanno il grande merito di
non nascondersi e di raccontarsi, di mostrare come sono andati quest anni senza aver paura di usare
l'immaginazione per colmare gli spazi ancora vuot. Perché così sono in grado di arrivare in ogni luogo e,
ascoltando con atenzione “In capo al mondo”, lo potremo fare anche noi.