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Il Re Tarantola è tornato.  Tre anni dopo il primo album “Il nostro amore sa di tabacco”, Manuel Bonzi presenta il secondo disco “Il nostro tabacco sa d'amore”, che ha visto la luce il 28 marzo.

 

 


Un lavoro è ancora una volta inciso rigorosamente in casa, scritto, prodotto e registrato in totale autonomia dal Re Tarantola, in un delirio di onnipotenza. Non c'è nessun ospite che va di moda che ha suonato nel disco. Non c'è nessun ospite che non va neanche di moda che ha suonato nel disco.


La bassa fedeltà, la spontaneità e l'ironia sono le armi con le quali il Re conquisterà il mondo.

Dopo il primo singolo “I nipoti dei fiori” uscito a giugno 2013,  il secondo singolo “Il mio migliore amico di Facebook”, ecco il disco, un manifesto lo-fi semiserio.

 

 

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La storia inizia con “Capelli unti” che prende in giro lo stereotipo dell'artista trasandato e pigro; si prosegue con “Se stai male e t'addormenti non seguire la luce” sulla semplicità delle piccole cose, la critica giocosa ai social network ed alla comunità di internet de “Il mio miglior amico di Facebook”; e ancora  “This card doesn't work” sull'esperienza autobiografica di lavorare in una comunità socio-sanitaria rigorosamente a porte chiuse e dalla quale nessuno può uscire, “Non guariremo più”, una canzone d'amore diversa dalle altre canzoni d'amore e “Il messaggio di Santana”, uno sbeffeggiamento delle canzoni fantasma e della sfiga - ad esempio quella di essere metereopatici e di essere nati in Val Camonica -

 

 

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Il Re Tarantola è la dimostrazione vivente di come si possono dire cose interessanti divertendosi, senza per forza fare gli snob e i 'presi male' per 40 minuti quando si è sul palco.

 

Viva il Re!