Ardecore: Vecchia Roma

Sabato, 11 Aprile 2015 10:51

 




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Gli ARDECORE tornano dopo quattro anni dall'uscita del terzo album "San Cadoco" con "VECCHIA ROMA", un lavoro che li restituisce totalmente alla radice culturale degli inizi, dieci anni dopo il primo omonimo "Ardecore".

 

 

 

 

 

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Sette brani pescati quasi totalmente della tradizione romanesca pre-guerra, profondamente reinterpretati, questa volta in una direzione più spirituale, con uno stile che sembra trarre spunto dal Gospel degli anni '50 e '60, ma senza allontanarsi dalle sonorità tipiche del gruppo.
 
Dei sette brani presenti nell'album, solo quello che dà il titolo al disco, "Vecchia Roma", è stato composto nel 1947, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Gli altri episodi sono più lontani nel tempo: "Pupo Biondo" e "Serenata Sincera" sono due fra i più noti del repertorio tradizionale, mentre "Girasole", "Signora Fortuna", "Serenata a Maria" e "Serenatella Amara", meno conosciuti, riportano alla luce un' immagine sensibile di una romanità dimenticata, cuore del concept dell'album, uno spaccato sui sentimenti di una città che non esiste più se non in rari casi, ormai travolta e stravolta dalla velocità di un mondo cambiato profondamente (Er progresso t'ha fatta grande ma sta città nun è quella 'ndo se viveva tant'anni fa – da "Vecchia Roma")  Sette brani dunque, che nell'artwork dell'insostituibile Scarful divengono sette cartoline che rappresentano il significato delle canzoni, inserite in altrettanti luoghi della "città eterna".




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"Vecchia Roma", come tutti gli album precedenti degli Ardecore, ruota intorno all'inquietudine artistica del suo fondatore, Giampaolo Felici, capace come nessun altro di condensare la drammaticità, la disperazione, ma anche la passione e la speranza di cui è pregna la tradizione culturale di una città complessa ed affascinante. Il lavoro di ricerca minuziosa, di arrangiamento, di interpretazione di ogni singola canzone fanno di Ardecore la formazione seminale di questo rinnovato percorso creativo, quella che più di tutte ha riportato l'attenzione su una cultura che era ormai relegata al folklore dello "stornello", divenendo imprescindibile quando si parla di Nuovo Folk Romano.
 
Compagno in questo decennale viaggio, sin dal primo disco, è l'ex leader dei Karate, il chitarrista GEOFF FARINA. Il resto del gruppo, dopo alcuni avvicendamenti è composto, oltre che da GIAMPAOLO FELICI, polistrumentista con predilezione per chitarre e bassi, da GIULIO CANEPONI alla batteria e RICCARDO DEL MONACO al piano. La cantante SARAH DIETRICH è ancora presente con alcuni camei che impreziosiscono l'album.
 
Felici abbandona provvisoriamente la composizione originale, a suo parere in questo momento divenuta troppo "di moda" tra chi cerca a tutti i costi di aggiungere nuove canzoni più o meno fortunate alla tradizione del folk romano, e punta, come agli inizi, sulla reinterpretazione degli episodi meno conosciuti della cultura musicale di Roma, rivisitandoli con arrangiamenti che li mutano radicalmente in una forma che guarda al passato pur mantenendo quell' approccio avanguardista che ha reso unico lo stile di ARDECORE.
 
VECCHIA ROMA è dunque ancora una visione spirituale, a tratti mistica,  dei sentimenti puri, che come un filo immaginario ne unisce i capitoli, decisamente drammatici, del disco. Nei già citati "Girasole" e "Pupo Biondo" si respira un'aria di malinconia solo a tratti spezzata dalla positività che trapela dal carattere romano degli autori originari, oltre che dell'interprete (Felici) in questione. Chiude l'album "Serenata Sincera", ultima splendida immagine che rappresenta una via d'uscita alla depressione che nasce dall'inesprimibilità dei sentimenti.