Pristine Moods: Pristine Moods

Sabato, 09 Maggio 2015 11:31

 

 

 

pristine

 


“PRISTINE MOODS” – esordio omonimo, in omaggio a Robbie Basho

 

 

 

 

 

Dopo anni di militanza e sperimentazione in varie band (Minor Swing Quintet, Elanoir, DHOS), Matumaini decide di incidere qualcosa di totalmente suo, un repertorio di brani folk, chitarra e voce.




Nella fase di ricerca dei musicisti che l’avrebbero accompagnata in questa registrazione avviene l’incontro con Gherardo Zauber e quel magico strumento che è il theremin, e Michele Venturi, giovanissimo talento nell’ambito della chitarra acustica. Nasce così Pristine Moods, dall’incontro e la fusione di tre musicisti che, partendo dalle prime incisioni di Matumaini, si incontrano nelle prime improvvisazioni in sala prove per reinventarsi insieme.
Il nome deriva proprio da uno dei maggiori chitarristi acustici, Robbie Basho, che in uno dei suoi scritti associava ad ogni accordatura un colore e una sensazione; la loro attenzione è ricaduta sul Pristine White, colore/mood associato ad un’accordatura che utilizzano in alcuni brani dell’album. Da qui l’idea del nome Pristine Moods (spazi d’animo incontaminati).




pristine2




“Ci piace immaginare il disco come uno di questi spazi incontaminati, come quegli audiolibri di favole che ti regalavano da bambini. Attraverso un’atmosfera fiabesca cerchiamo di tornare un po’ indietro, perchè da bambini si vedono le cose in maniera più semplice e giusta e allo stesso tempo si sogna, tanto.” (Matumaini)
Il brano “Migrating whales” riassume proprio il “mood dei Pristine” in poche parole: LET’S PLAY LOUD!
Tornare indietro rispetto a cosa? Alla confusione, al lamentarsi a volte per nulla (“Confusing”), alla ricerca forsennata di abiti e modi giusti da indossare (“Gentleman suits”), alle relazioni che sono importanti ma spesso ci legano in modi dolorosi e non del tutto sani (“Bending” e “N.”) alle spirali di vita che non portano da nessuna parte (“Mandala”).
I Pristine Moods scomodano addirittura i Fratelli Grimm, reinterpretando un loro racconto in “Rumpleskin”:
Il contesto è quello di un gioco, di una favola, di una ninna nanna, come per esorcizzare tutte queste forme che ci distolgono dalla serenità. E in fondo apparte un augurio per tutti, un augurio per stare bene, per non avere più paure, per scorrere nuovamente e crescere senza invecchiare (Mohawk e Grow up).



pristine3



Nel disco figurano anche gli Alice Tambourine Lover, voce e dobro in “Grow Up”, musicisti (Alix) e amici che hanno ispirato e in qualche modo portato alla registrazione di questo disco. Menzione speciale a Roberto Rettura de Lo Studio Spaziale (Calibro 35, Iosonouncane, Enrico Gabrielli, Junkfood), presenza unica e fondamentale che, insieme a Matumaini, ha guidato la produzione del disco dalla pre-produzione al mix … indubbiamente il quarto Pristine di questo album.