Walden Waltz: Eleven Sons

Sabato, 13 Giugno 2015 10:56

 

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La forza motrice di Walden Waltz  è la ricerca della sintesi tra opposti che, costantemente, si attraggono e respingono:

 

 

 

 

 

 

 

urbanità e natura, serietà e ironia, una società che mastica e sputa ciò che da lei stessa viene prodotto e che, allo stesso tempo, incentiva la  disillusione e crea false aspettative. La vibrazione di fondo è il  tedio, totalizzante, nello scoprire che un appetito basilare può essere soddisfatto con una produzione massiccia, aliena ed alienante.Nasce l'urgenza di mettersi al servizio della musica, come invocando una dea dimenticata, perché riesca a far rifiorire ciò che è marcio e senza più profumo.

 

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La composizione vive di tutti i materiali sonori e musicali che il  mondo contemporaneo ci offre, dall'immediatezza  dell'esecuzione strumentale alla ponderazione mediata da un computer. Un percorso che inizia da esperienze passate per spingersi ad  azzardate premonizioni del futuro, che in qualche modo riportano sempre al punto di partenza.

 

 

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La continua sperimentazione di nuove soluzioni e la volontà di andare oltre a quello che già conosciamo, vive in stretta contrapposizione alla passione per tutto ciò che è antico,  primitivo, originario: la materia prima di cui ci serviamo. Il tempo gioca un ruolo fondamentale in una produzione che voglia slegarsi dalle dinamiche del consumo, una lentezza che a volte può essere maniacale fino a divenire qualcosa che non sbiadisce e perde valore con il passare del tempo. Eleven Sons è tutto questo.