Godblesscomputers: Plush and Safe

Sabato, 04 Luglio 2015 10:34

 

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“Plush and Safe” è una frase che ha colpito da sempre l’immaginazione di Godblesscomputers: è una quasi-citazione di Basquiat, quando ancora si faceva chiamare SAMO© e spargeva tag sui muri di SoHo e TriBeCa.
Godblesscomputers è particolarmente affezionato a Basquiat, soprattutto in quanto iniziatore di un percorso di lunghissima durata relativo al lettering e alla street art e alle sue influenze sull’hip hop newyorkese degli anni ’70 e ’80.
La sua opera “Plush Safe he Think” raffigura la medesima frase scritta in maniera scabra e rabbiosa su un muro, in bianco e nero, accompagnata da un disegno stilizzato di un’auto.



“Plush” può significare “lussuoso”, ma anche “peluche”, “comodo”. L’opera è una voluta critica alla società newyorkese del tempo: se ti trovi a tuo agio, nella tua casa, con le tue comodità e le tue stabilità, puoi anche permetterti il lusso pensare, di criticare. Letta in altro modo, la mancanza di stabilità e di sicurezza non ti danno la possibilità di fermarti troppo a pensare e diventano prerequisito per creare, motore per l’arte.



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Godblesscomputers è stato per molto tempo ossessionato dal controllo: fino a quando si è accorto che il controllo assoluto di ciò che lo circondava era pura utopia.



“Plush and Safe” rappresenta proprio il contrasto tra la ricerca della sicurezza e del controllo e la presa di coscienza dell’impossibilità della cosa.





Musicalmente, il beat serrato che spesso informa di se i brani (il ritmo inteso come segno affermativo, volontà) viene spesso interrotto da bolle di sospensione estremamente malinconiche (la consapevolezza dell’impossibilità). La costruzione dei brani è partita spesso da alcuni schizzi di Lorenzo stesso e i pezzi hanno avuto lunghissime gestazioni, pagine di diario sviluppate nell’arco di mesi, aggiungendo piccoli elementi di volta in volta.




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Tra i brani prendono corpo molti personaggi, luoghi ed eventi autobiografici per Lorenzo Nada / Godblesscomputers, spesso evocati da field recording urbani e molto personali captati da Lorenzo stesso il quale non si muove mai senza il suo registratore digitale e la sua telecamera.



Anche le collaborazioni riflettono la volontà di Lorenzo di cercare stabilità raccogliendo attorno a se persone vicine e amiche: le 2 canzoni presenti “Clouds” e “Light is changing” vedono la voce di Francesca Amati degli Amycanbe, amica di lunga data di Lorenzo; Il progetto fotografico è a cura del romagnolo Gabriele Chiapparini amico d’infanzia; collabora all’album anche il polistrumentista Francesco Giampaoli (Sacri Cuori) anche lui parte della “famiglia allargata” di Lorenzo Nada.
E’ il primo lavoro dove Godblesscomputers si confronta con un disco di lunga durata. E’ il primo disco di Godblesscomputers ad essere pubblicato da TEMPESTA. E’ un album fortemente autobiografico e riflette il periodo complesso che Lorenzo ha vissuto umanamente, emotivamente e professionalmente, dalla pubblicazione del precedente album “Veleno”, uscito nell’aprile del 2014.