Saba Anglana: ye katama hod

Sabato, 17 Ottobre 2015 11:34

 

 

 

 

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YE KATAMA HOD - The belly of the city - in doppia lingua amarica ed inglese, significa “la pancia della città”

 

 

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. E’ il quarto disco della cantante SABA ANGLANA, un lavoro denso di significato, tratto distintivo presente in tutta la produzione dell’artista.
 
Il titolo dell’album deriva dalla considerazione che ogni città, specie ogni metropoli, da Addis Ababa a Roma, da Mogadiscio a New York, a ogni latitudine del pianeta, si forma come un organismo vivente, in continua espansione. La sua pancia è il luogo più autentico di ogni trasformazione. Spesso non coincide con il suo centro geografico ma include, come nei ghetti, nelle periferie, nelle fasce più deboli, l’aspetto viscerale della sua esistenza. Lì si manifesta anche la sua malattia, da lì prendono forma i disagi, le contraddizioni, le sofferenze che catalizzano i grandi cambiamenti storici e sociali.
 
Quest’osservazione trova ampio e profondo respiro fra i brani di YE KATAMA HOD e in particolare per le città africane, anch’esse in continuo sviluppo e mutamento.  Il centro di questo lavoro è stato pensato e concepito ad Addis Ababa, luogo simbolo di questa metamorfosi umana e strutturale; i palazzi in costruzione della capitale etiope, tra ponteggi e colate, assomigliano a gabbie di legno in cui battono cuori di vetro e cemento. SABA compie un viaggio che affronta passato, presente e futuro; la città bella e poi distante, è ventre materno che rifiuta, sogno infranto che si lascia annientare, dalla guerra (Mogadiscio - Somaloa- dei natali di Saba) o dalla modernità (Addis Ababa - Etiopia - delle origini), perché ha ospitato i germi della distruzione o della speculazione. Sembra che nessuna esperienza storica eviti alle altre città del mondo di diventare prima o poi madri tradite che a loro volta tradiscono. Nell’abbandono spesso coatto di questo luogo che ci ha generato o cresciuto, risiede una negazione del suo potere di procreazione. Questa “sterilizzazione” rischia di farci sentire orfani per sempre.

 


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Di contro la “città”, con il suo portato di malesseri, diseguaglianze, violenze, contiene in sé anche il germe del riscatto sociale, la spinta necessaria e sufficiente per uscire da un abbraccio asfissiante. E’ il caso di Melaku Belay, il celebre danzatore etiope protagonista del video “Zarraf” (Riscatto) primo singolo estratto dal disco, che ha reso possibili le riprese per l’accoglienza a lui riservata anche nei luoghi più pericolosi e proibitivi. Melaku ha storia intensa di ex bambino di strada, cresciuto sul marciapiede dello storico locale di musica e danza Fendika, di cui ha rilevato poi la proprietà, una volta diventato il grande artista che è oggi, internazionalmente riconosciuto per la sua bravura e per la volontà di salvaguardia e valorizzazione della tradizione culturale etiopica nel mondo, un simbolo contro ogni modernità che tutto travolge e spazza velocemente via.