Lush Rimbaud: L\R

Sabato, 12 Dicembre 2015 12:17

 

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E' uscito il 1 Ottobre 2015 “L/R“, terzo Lp dei Lush Rimbaud...

 

 

 

 

 

 

...a cinque anni di distanza dall’ultimo disco, l’apprezzato “The sound of  the vanishing era” (2010) e a due dallo split con gli olandesi zZz (2013).

 

 

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L’album, co-prodotto da Bloody Sound Fucktory e fromSCRATCH Records, segna un passaggio per la band marchigiana e un naturale processo di distacco dalle sonorità punk e kraut del passato in favore di una psichedelia intima e raffinata, più dark ed elettronica. Due anni di gestazione (i primi embrioni del disco sono dell’aprile 2013) segnati dalla volontà da parte della band di dare maggior coerenza alla composizione delle canzoni rispetto a quanto fatto in passato, secondo il concetto del “less is more” e partendo da procedimenti (e ritmi) di composizione differenti e più lenti. Tutto ciò riflette in pieno il mood di “L/R“. Un album asciutto, suggestivo ed evocativo, dai ritmi dilatati, con una grande attenzione alle melodie e al groove di ogni brano.

 

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L’atmosfera evocata dal disco è dunque meno “rave party” rispetto a quella dei precedenti lavori, più minimale, fluida, in parte cinematografica. La ricerca del suono si fa “retro-futurista” (fra gli ascolti del periodo di gestazione del disco si segnalano: Giorgio Moroder, Ennio Morricone, i Goblin, l’italo disco di inizio ’80, l’elettronica primitiva e angosciante dei Suicide e dei Silver Apple o dei contemporanei Primal Scream, la neo-psichedelia dei Goat, il sound di Bristol di Massive Attack e Portishead, le colonne sonore e gli album di David Lynch…) caratterizzata da una particolare attenzione alle frequenze basse (cassa, basso, synth  e droni). Dal punto di vista narrativo i testi diventano introspettivi, intimi ed onirici (le parole raccontano spesso i loro stessi sogni), con influenze che vanno da Lynch a Bukowsky.



Un disco solido per i Lush Rimbaud, che danno prova di versatilità e maturità. Un viaggio intenso, oscuro e pulsante che trasporta l’ascoltatore, brano dopo  brano, in differenti scenari facenti parte di un unico paesaggio onirico alla scoperta del proprio inconscio.