Quiver With Joy: Ghost

Sabato, 23 Gennaio 2016 12:57

 

 

 

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We killed our fathers, we ate human flesh, we're Quiver With Joy

 

 

 
I Quiver With Joy nascono da un'idea di Matteo Mancini e Giulio Catarinelli, già fianco a fianco in precedenti progetti


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Subito ci si mette a lavoro: il clima stimolante e produttivo porta la band ad avere un buon repertorio in poco tempo e a novembre iniziano le registrazioni del primo ep omonimo presso il “Lebendiger stein studio”, ovvero la loro salaprove.


Questo ep contiene quattro tracce viene pubblicato online a febbraio 2014, periodo nel quale la band inizia a muoversi con i primi live nel centro Italia e partecipano alle selezioni di Italia Wave band, venendo poi scelti per la finale regionale all’Afterlife di Perugia.
Dopo questo primo periodo, il gruppo torna in salaprove per lavorare a nuovi brani.


Si iniziano ad utilizzare dei sample per creare degli ambienti sonori dilatati e si cerca di applicare quello stile compositivo “svincolato” a forme musicali più “di genere”. Un po' come accade nei film d’autore.


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Il risultato di questi esperimenti è “Ghost”, il loro primo full-lenght. Il disco è stato registrato presso lo Spazio ZUT di Foligno, che per l’occasione viene adibito a studio per le sessioni di registrazione. Come per il primo EP, in totale filosofia DIY.Questo disco racchiude dieci brani composti nell’ultimo anno e caratterizzati da un’evidente contaminazione stilistica: si passa da atmosfere oniriche a ballate pop, da brani funeral blues a crescendo post rock. E’ degna di nota la partecipazione su due brani del thereminista e polistrumentista Vincenzo Vasi (Vinicio Capossela, Mike Patton, Mauro Ottolini, Ooopopoiooo).
Il tema principale di questo lavoro è il rapporto complementare tra la vita e la morte, argomento che accomuna i tutti i brani. Il discorso si estende anche al rapporto tra “prima” (il passato, l’infanzia) e il “dopo” (il presente o forse il futuro?