99 Posse: Cattivi Guagliuni

Sabato, 17 Marzo 2012 12:27

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A dieci anni dal loro ultimo album, tornano i 99 Posse con l’album Cattivi Guagliuni.

Com'è noto, sono stati anni complicati, per il mondo intero e naturalmente pure per la band napoletana, dichiarata ufficialmente sciolta nel 2005 e riformatasi nel 2009, anche sull'onda del successo del tour di reunion per il ventennale.

In questi anni i vari componenti del gruppo hanno continuato a produrre musica e idee – Marco Messina con vari progetti e produzioni, tra cui Resina insieme ai Retina.it e Nous con Meg, Massimo Jovine impegnato col fratello Valerio nell'omonima band, ‘O Zulù impegnato nel progetto Al Mukawama  – ma nulla a nome 99 Posse.

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La loro è una voce unica in Italia, lucida, radicale e underground, nata nella culla del primo rap italiano ma che oggi spicca per la singolarità del punto di vista. Il loro linguaggio, sempre molto acceso, suona persino più affilato e diretto di prima, certamente più maturo. Le tematiche restano le stesse: l'ingiustizia, la repressione la libertà; temi che sono forse persino più attuali oggi di allora e certamente più urgenti.

Il suono di Cattivi Guagliuni segna una sorta di ritorno alle origini e ripropone l'efficacissima miscela di generi che caratterizza la band fin dal primo album, naturalmente aggiornata a oggi.

Si va dall'R'n'B tinteggiato di Reggae della title track ai suoni Nu Disco di Confusione totale e Penso che non me ne andrò fino all'Hardcore Punk di La Paranza di San Precario. Con alcuni punti fermi, innanzitutto il Raggamuffin (Canto pe' dispietto, Tarantelle pe' campa') e l'Hip hop (Morire tutti i giorni, University of Secondigliano).

Anche i testi confermano e rinnovano la tipica miscela di attivismo, dissacrazione e alta temperatura emotiva degli esordi e ce n'è per tutti, a destra come a sinistra (farà discutere lo short Yes Weekend, con le voci campionate di Bersani, Franceschini e Finocchiaro).

Naturalmente si parla di attivismo (Mo' basta, Penso che non me ne andrò), dell'Italia di oggi (Italia Spa, Vilipendio) e della vita (Morire tutti i giorni) ma non manca il consueto humor dei 99 Posse, in gran spolvero in Tarantelle pe' campà (con Caparezza).

Tra i picchi emotivi ci sono Canto pe' dispietto, ricca di riferimenti auto-biografici anche controversi, Mai più io sarò saggio (ispirato dalla raccolta Lamento in Morte di Carlo Giuliani di Nichi Vendola) e Resto Umano, dedicata a (e con la voce di) Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista italiano ucciso a aprile scorso nella striscia di Gaza.

Ricco l’elenco delle collaborazioni: da Caparezza a molti nuovi e vecchi complici della scena napoletana: Daniele Sepe, Speaker Cenzu, Valerio Jovine, Clementino e Claudio Marino.

Menzione a parte merita l’incontro con Abel Ferrara, che ha diretto il videoclip del primo singolo Cattivi Guagliuni.

Se c'è un'espressione che descrive lo stato d'animo di questo album è Rinnovata Energia, chiaro segnale di un ritorno sulle scene non occasionale né opportunistico.