Naturalmente, di Enrico Valentini. 20 marzo 2013

Mercoledì, 20 Marzo 2013 09:52

valentini

 

Dopo aver mostrato i lati positivi della pioggia, Enrico Valentini riflette sull'acqua come bene comune in vista della Giornata mondiale dell'acqua di venerdì 22 marzo.

 

 

Buon giorno cari amici di Radio Wave le previsioni per oggi pomeriggio danno pioggia e questo continua ad essere un bene. I corpi idrici hanno portate tra morbida e piena. Fiumi, torrenti, borri, rii, canali, reglie hanno ottimi regimi idrici. Le falde si stanno ricaricando. Tutto questo fa parte di quella eterna danza pirrica del ciclo dell’acqua. La prevenzione e la mitigazione del rischio idro-geologico (dissesti e alluvioni), sta in un complesso di opere: organizzazione del territorio, copertura forestale, la organizzazione idraulico-agraria, impermeabilizzazione o de- impermeabilizzazione delle aeree urbanizzate, rinaturazione dei corpi idrici, allontanamento delle costruzioni dalle aree a rischio, zone di laminazione e casse di espansione, sistemazioni di bonifica montana eccetera eccetera…. Forse sarebbe il caso che idraulici, forestali, naturalisti, geologi, agronomi ecc… fossero più ascoltai quando si pianifica il territorio.

Il 22 marzo prossimo è la giornata mondiale dell’acqua: il world water day, istituito dalla conferenza di Rio nel ‘92 e accolto dall’assemblea dell’ ONU l’anno successivo. Questa edizione è dedicata alla cooperazione idrica ed ha come slogan "Clean Water for a healthy world”, ovvero, “Acqua pulita per un mondo più sano”. E’ chiaro che l’accesso all’acqua potabile e a sistemi di depurazione è un diritto universale; sia dal punto di vista della salute che da quello dell’ambiente. Questo è particolarmente vero per i paesi poveri del mondo….. E’ importante che la cooperazione internazionale sia finalizzata a promuovere schemi idrici compatibili con quelle economie; esempio usando pompe ad energia umana o animale, sistemi di potabilizzazione a bassa tecnologia ma efficaci (strati drenanti filtranti, decantazione ecc…). Sistemi di allontanamento, depurazione e riutilizzo agronomico delle acque cloacali, basato su criteri semplici, igienici efficaci. Sistemi di irrigazione per le colture tipiche, che ottimizzino al meglio la risorsa ecc….

Anche e soprattutto, nel nord del mondo industrializzato, dobbiamo partire dal fatto che, l’ambiente fluviale, è un valore e una ricchezza in sé e per sé: Il fiumi, prima di essere una risorsa idrica, sono una risorsa ed una ricchezza ambientale, ecologica, geomorfologica, naturalistica, di biodiversità e l’acqua serve a sostenere tutto questo.

L’acqua bene comune, diritto all’acqua, l’acqua pubblica, non è solo quella dei sistemi e degli schemi idrici e del ciclo integrato: questa è solo una minima parte del patrimonio idrico: ad esempio nella nostra provincia di Arezzo (fin che c’è), affluiscono con le precipitazioni meteo (come mero ordine di grandezza), circa 4 miliardi di metri cubi di acqua, diciamo che al netto della evapotraspirazione, l’acqua che defluisce superficialmente o in modo ipodermico, percola, si infiltra ecc. sia almeno 3 miliardi di metri cubi. Orbene, all’incirca, per tutti gli usi ne vengono captati poco più di 100 milioni di metri cubi (l’uso e il consumo principale è quello agricolo), per i soli usi acquedottistici siamo attorno ai 30 milioni di metri cubi: che è circa l’1% dell’acqua totale che corriva, s’infiltra percola ecc…

In Italia solo con la legge Galli, la n° 94 del 1991, tutta l’acqua definita “pubblica”. La legge, all’ articolo 1 stabilisce che “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà” , ed anche che “Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale”, ed inoltre che “Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell'ambiente, l'agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici”.

L’acqua, in quanto patrimonio di tutti e bene comune, va tutelata e salvaguardata. In particolare le acque sotterranee, hanno subito negli anni, un costante degrado: basti pensare che in generale le falde in prossimità delle aree industriali sono generalmente contaminate. I serbatoi dei distributori di carburante, in genere risultano corrosi, e gli idrocarburi contaminano la risorsa sotterranea. La agricoltura intensiva ha incrementato la concentrazioni di nitrati, ben oltre il limite per gli usi potabili eccetera. I fiumi sono aggrediti nella loro naturalità e spesso risultano inquinati

Bisogna avere la consapevolezza che tutto il patrimonio pubblico costituito dallo stock di risorse idriche, va tutelato e ove occorra, risanato

Questa è la grande scommessa perché l’acqua sia veramente “bene comune”.

Enrico Valentini Radio Wave. Alla prossima