chi pedala e legge libri

 

Slow-Fi 15 del 13 maggio 2014


In Italia si legge poco, troppa televisione ed una scuola oggi più attenta ai tablet che ai libri. Siamo fra le nazioni meno evolute anche per la lettura di giornali e riviste. Eppure il festival del libro di Torino è stato visitato da 340 mila visitatori.


Curzio Maltese, in un suo servizio, ha registrato “l’allegria del pubblico. Una maggioranza compatta di donne e giovani … non troverete nessun grande evento culturale del mondo, festival della letteratura, o del cinema, o del teatro, con un pubblico tanto giovane e tanto femminile … generazioni cresciute in mondi virtuali, navigatori precoci di twitter, e facebook, … che pure sono capaci di incantarsi ancora davanti ad un libro da sfogliare, leggere, amare…”.


Anche nella nostra città abbiamo testimoniaenze di questa passione, ed è visibile ogni qualvolta c’è l’occasione di presentare un libro con il proprio autore.


Domenica mattina, ultimo giorno del salone di Torino, mentre ero impegnato nella gioiosa pedalata di 'Bimbimbici' nel centro cittadino, centinaia di bambini e bambine con i propri genitori, ho ricevuto sul cellulare un messaggio con foto.


Era l’immagine di un bancone all’interno di un salone di una grande libreria con un cartello in evidenza dove era scritto a caratteri cubitali: "CHI PEDALA E LEGGE LIBRI CAMBIA IL MONDO".


Non potevo ricevere messaggio più bello, proprio in quel momento, circa le undici, mentre ero fermo, in coda ad un serpentone di ciclisti urbani, grandi e piccini, che si era fermato occupando tutto lo spazio stradale compreso fra piazza Guido Monaco e il parco Pertini; nel frattempo un babbo, sicuramente cosmopolita e ben informato, di fronte a tante persone in bicicletta e senza alcuna auto in circolazione, mi stava dicendo che uno spettacolo del genere non farebbe notizia in Austria e mi riportava l’esperienza fatta a Salisburgo, la città di Mozart, dove, ogni giorno si vedono circolare più ciclisti che automobilisti.


Finita la manifestazione sono rientrato in campagna, piante aromatiche e fiori erano in attesa di essere innaffiati, non piove da alcuni giorni e per questo si va più volentieri a passeggio, in piedi o in bicicletta, ma alcune piantine vanno subito in sofferenza e rischiano di deperire in modo irreversibile.


Man mano che mi avvicinavo all’orto e al giardino, vedevo tanti miei vicini all’opera, probabilmente da diverse ore, chi zappava o vangava, altri mettevano a dimora pomodori e insalate, altri toglievano manualmente le erbacce, che poi non sono così malvage e forse è più corretto chiamarle erbe indesiderate cresciute intorno agli ortaggi.


I più rumorosi di questi vicini erano alle prese con  motozappe, decespugliatori e tagliarba, ovunque un brulichio di agricoltori domenicali, alcuni di loro erano fermi in conversazione, probabilmente si consigliavano a vicenda per avere i migliori risultati dall’orto.


Anch’io mi sono fermato a parlare con Luciano e ho chiesto consigli se era il momento di piantumare anche le melanzane. Luciano con viso pensieroso e occhi al cielo, dopo una pausa in silenzio, mi risponde da saggio: "La luna è crescente, si può aspettare qualche giorno, ma non troppo".


Sono arrivato in ritardo per innaffiare e mi sono sentito un po’ in colpa, nello stesso tempo ho ripensato a quella foto che avevo ricevuto e mi sono ricordato che mancava qualcosa, a quella frase sul cartello esposto in libreria avrei aggiunto altre parole, per uno slogan più completo:


CHI PEDALA, LEGGE LIBRI E TIENE UN ORTO O UN GIARDINO CAMBIA IL MONDO.


Ho osservato le piante aromatiche e in attesa del pranzo, ho finito di leggere Indagine sul ventennio di Enrico Deaglio. Per completare la mattinata e rispettare lo slogan che mi ero dato mi mancava, appunto, di leggere un libro. Ero arrivato all’ultimo capitolo. Impressionante! E’ la storia degli ultimi vent’anni, di come il nostro paese, proteso su un mare che è diventato un grande cimitero di poveri migranti, è stato irretito ed anestetizzato dai governi sostenuti dalla mafia.

 

Giovanni Cardinali, Slow-Fi