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Slow-Fi 20 del 16 settembre 2014

 

Lo scorso mercoledì 10 settembre sono partito - in bicicletta - da Benevento con destinazione Roma.

 

Ho partecipato alla bicistaffetta 2014 della FIAB su un itinerario in quattro tappe, con una media di otto ore al giorno di pedalate a ritmo lento.

 

Benevento è una città della Campania diversa da tutti gli altri capoluoghi di provincia di questa straordinaria regione, dove bellezza e degrado si alternano in uno scenario dominato da una montagna disabitata. Benevento si trova infatti all’interno di una selvosa chiostra di monti e si sente ancora capitale del regno dei Longobardi, che hanno dominato buona parte della nostra penisola a seguito del disfacimento dell’impero romano.

 

La parte più bella e più ricca di questa città si svolge su un piano inclinato che va dalla stazione ferroviaria, in basso, ai palazzi del potere, intorno alla Chiesa di Santa Sofia, più in alto, dopo un ponte sul fiume Calore.

 

All’uscita della stazione ferroviaria si presenta un ampio piazzale solo pedonale e un gradevole arredo urbano che la città di Arezzo - che pretende di essere più moderna - ancora non ha. L’ho notato con estrema meraviglia perché pensavo che fosse solo una caratteristica di alcune città del centro nord. Qui il traffico, come in tutte le città italiane, rimane caotico e disordinato ma i viaggiatori che escono dalla stazione possono camminare con tranquillità ed accedere in sicurezza ad un viale alberato, dotato di larghi marciapiedi in direzione di una vasta zona pedonale, fino agli stupendi giardini accanto la Rocca dei Rettori, massiccia fortezza medievale.

 

Proprio da questi giardini, verso le 11 di mercoledì scorso, gli amici della bici di Benevento e i dirigenti FIAB provenienti da tutta Italia, dopo un cordiale saluto di amministratori locali ed un rapido spuntino, sono partiti in bici in direzione di Telese, iniziando, subito, alla periferia della città, un bellissimo percorso sulla ciclabile, denominata dei “paesaggi sanniti” e ricavata da una vecchia ferrovia dismessa nella valle del Calore.

 

Nel tardo pomeriggio, attraverso strade locali scarsamente trafficate e dopo avere aggirato le rovine dell’antica città sannitico-romana di Telesia, siamo arrivati a Faicchio, accolti festosamente dal Sindaco all’interno di un maestoso castello quattrocentesco, dopo una prima sistemazione e cena presso un poderoso e ridondante albergo, isolato in collina, comodo e con ottimi servizi, ma assolutamente fuori luogo rispetto allo stupendo paesaggio circostante.

 

A Faicchio è finita, dopo 56 chilometri di pedalate, la prima tappa della Bicistaffetta ideata dalla Fiab, secondo l’itinerario della strada che facevano i pellegrini per andare a Roma, una via romea francigena nel bacino del Volturno, il più grande fiume del Mezzogiorno, attraversando fertili campagne tappezzate da viti ed olivi.

 

Nei pressi dell’area archeologica siamo stati accolti da una famiglia di contadini che ha offerto, a tutto il gruppo, da bere e varie delizie di loro produzione come formaggi, fichi, pere e marmellate da spalmare sul gustosissimo pane salato locale.

 

E’ stata la prima esperienza di incontro con una campagna ancora vissuta e abitata, tanto più interessante per la presenza di giovani imprenditori che hanno riscoperto l’importanza dell’agricoltura locale. Altri incontri sono avvenuti durante le tappe successive ma questo, il primo, è stato il più significativo di una certa realtà sociale ed economica.

 

Prima di partire da Benevento e in attesa dell’arrivo di tutti i compagni di viaggio, avevo acquistato 'il Manifesto', con una prima pagina dove, a commento di una foto di ciminiere fumanti su sfondo grigio e un sole pallido, veniva riportato un titolo a caratteri cubitali “ALLA CANNA DEL GAS”, due pagine interne erano dedicate al “2013, l’anno più inquinato della storia. La concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli record. L’allarme arriva dall’organizzazione metereologica mondiale <<il tempo sta per scadere >> , le leggi della fisica non sono più negoziabili”.

 

Alcuni cicloviandanti avevano attaccato una targhetta sotto la lucina posteriore rossa della bici con la scritta: NO OIL. Per arrivare a Roma abbiamo fatto circa 350 chilometri ad energia muscolare, anche mentre pioveva a dirotto,

 

ho scritto un diario di viaggio e avrò occasione di parlarne ancora.

 

Giovanni Cardinali, Slow-Fi