bicistaffetta 2014 le mura sannitico romane di Alife

 

Slow-Fi 21 del 23 settembre 2014


Anche oggi parlerò del mio viaggio in bicicletta lungo la via francigena sud da Benevento a Roma.


Giovedì 11 settembre, seconda tappa, sono partito presto dall’albergone La Fiaccola, sulle pendici di una collina nel Comune Faicchio, la giornata si presentava un po’ incerta, il massiccio del Matese che sovrasta ad est la piana del Volturno era coperto da nuvoloni neri mentre a ovest verso le famose Forche Caudine e S. Agata de’ Goti brillava un bel sole sul verde intenso di vigne e boschi.


Il gruppo dei cicloviandanti, appena partito, si è disseminato in una ripida discesa verso Telese Terme, raggiunta la pianura, sempre rimanendo su stradine secondarie, si è diretto verso Alife, passando dalla provincia di Benevento a quella di Caserta, percorsi alcuni chilometri in quella che è stata definita la Ciclovia del Volturno, il gruppo è arrivato in questa deliziosa cittadina posta alle pendici del versante meridionale del Massiccio del Matese, quasi al centro di un anfiteatro naturale.  
 
Alife è stato prima centro sannitico poi castro romano e conserva una cerchia rettangolare di antiche mura. Nella storia ha subito una quantità incredibile di assedi e saccheggi, per non dire dei terremoti  con crolli e vittime.  
Siamo stati accolti da amici del posto, con grande generosità e gentilezza, la banca locale dopo aver sistemato un tavolone nella piazza principale ha offerto bibite e involtini caldi a base di cipolla, poi ha regalato a tutti noi un libriccino dal titolo appropriato a quanto ci veniva offerto: “conversando sulla cipolla di Alife”.


Mi capita spesso nelle mie peregrinazioni di imbattermi in celebrazioni di cipolle, fagioli, ceci, lenticchie, patate e via elencando altri prodotti genuini di cui il nostro territorio agricolo è ricchissimo. Ad Alife è presente un vero e proprio culto di questa bulbosa , la festa di paese è la festa della cipolla ed i bambini vengono svezzati con le cipolle!


Siamo ripartiti da Alife in direzione di Venafro, entrando nella provincia di Isernia, fatti pochi chilometri si è scatenato un bel temporale, quindi breve sosta, vestizione con mantella impermeabile e calzature parapioggia per le scarpe e ripartenza, il gruppo si è dissolto, ho attraversato il ponte sul Volturno da solo, mi sono emozionato, pioveva ancora e il fiume sottostante era ricco di acqua, confinato entro quinte di alberi  verdissimi, in quel momento i miei ricordi sono andati alla più importante battaglia del Risorgimento, quando i garibaldini arrestarono i borboni sul Volturno, e alla storia del brigantaggio meridionale perché a questa battaglia partecipò anche Carmine Crocco, prima disertore, poi volontario garibaldino, infine filo borbonico e brigante, figura controversa fra l’assassino e l’eroe popolare, morto ergastolano nel carcere di Porto Santo Stefano.


Sempre sotto la pioggia siamo arrivati a Venafro, provincia di Isernia,  per un pranzo al sacco presso il parco della villa comunale dove un altro amico ci aspettava per parlarci delle vicende dell’ultima guerra quando questo territorio fu teatro di aspri combattimenti fra i tedeschi e gli alleati. Venafro nel 1944 fu bombardata duramente, ebbe oltre 400 vittime ed è stata decorata con la medaglia d’oro al valor civile.


La nostra bicistaffetta sulla via francigena sud dopo Venafro ha quindi interessato una zona dove si sono svolti i più cruenti teatri della seconda guerra mondiale, dopo aver superato il passo delle tre Torri, o delle tre provincie Caserta, Isernia e Frosinone, abbiamo abbandonato la valle del Volturno per entrare nella valle del Liri, si è raggiunto in discesa il parco della memoria di San Pietro Infine, quindi Cassino e la sua celebre Abbazia.


Siamo arrivati nel tardo pomeriggio con fine tappa presso un complesso museale denominato l’Historiale, che documenta la battaglia di Montecassino, con tanto di relitto, piuttosto osceno, di carroarmato nel parco, a parte la stanchezza (avevamo pedalato per circa otto ore, percorrendo quasi cento chilometri, in buona parte sotto l’acqua, con un dislivello complessivo di 900 metri), non avevo tanta voglia di ascoltare chi ci ha accolto sempre con la consueta cortesia e disponibilità.


… e poi si è parlato di nuovo dell’ultima guerra, dei tanti morti, civili e militari, di fame e pane nero, della distruzione della più antica e importante abbazia benedettina esistente, ricca di documenti inestimabili, la maggior parte irrimediabilmente perduti, ed ero ormai saturo di notizie su questo settantesimo che non dice nulla di nuovo sulla tragica stupidità delle guerre passate, presenti, prossime e venture.


Era già buio quando ci siamo avviati verso un albergo di periferia per la cena e il pernottamento, il giorno dopo nuova tappa di circa novanta chilometri da Cassino a Fiuggi, passando dall’Abazia di Casamari, sempre impegnati nell’apertura di questa nuova ciclovia, con la sigla Eurovelo 5 che abbiamo indicato con una segnaletica leggera su strada e con una traccia gps leggibile sul palmare, per tutti un grande aiuto per il cicloturismo, il turismo sostenibile del futuro.

 

Giovanni Cardinali, Slow-Fi