bicistaffetta 2014 Roma

 

Slow-Fi 23 del 7 ottobre 2014


Oggi ultima puntata del mio diario di viaggio in bici da Benevento a Roma della seconda settimana di settembre.


Mi piacerebbe parlare anche di altro, della mia partecipazione all’Eroica di domenica 5 ottobre sulle strade bianche delle colline del Chianti classico con migliaia di appassionati al cicloturismo e alle bici d’epoca, oppure di una conferenza che ho fatto per Libera, la settimana scorsa, sui costi economici e sociali della corruzione negli appalti pubblici.


Vedrò di farlo in una delle prossime puntate, il mio taccuino è strapieno di appunti con tanti argomenti da condividere con chi mi ascolta.


Ho terminato la puntata precedente di Slow-Fi dopo essere arrivato a scollinare la cittadina di Alatri con il programma di raggiungere Fiuggi in serata.


Mi aspettava un percorso in salita verso il Monte Fumone e, con la bici da cicloturismo appesantita da due borsoni laterali nel portabagagli posteriore, dopo aver già superato un primo dislivello provenendo dall’Abazia di Casamari, al quarto giorno consecutivo di viaggio, nel tardo pomeriggio ho iniziato ad avvertire la stanchezza e, alle prime rampe, mi sono fermato alcune volte per riprendere fiato,


man mano che salivo lo sguardo spaziava nella valle del fiume Sacco, un territorio cuscinetto delimitato dai monti , fra i vecchi staterelli preunitari, Lo Stato Pontificio e il regno di Napoli.


Arrivato al passo del Monte Fumone si abbandona la microregione che prende il nome dalla ciocie, calzature con la suola di pelle munita di stringhe, diretto verso la valle di un altro fiume molto importante, l’Aniene.


Il gruppo dei cicloturisti, nel tardo pomeriggio di venerdì 12 settembre, ha iniziato a scendere verso Fiuggi, prima di arrivare e mentre il sole stava tramontando si è aperto un panorama da non dimenticare: il lago di Canterno, un meraviglioso piccolo lago della Ciociaria, di origine carsica nel cuore intatto dei Monti Ernici.  


Siamo arrivati a Fiuggi, nota città termale, al crepuscolo. Avevamo la prenotazione per dormire in un ottimo albergo della catena Albergabici, anche la bicicletta ha avuto il suo buon trattamento.


Tutte le strutture ricettive che aderiscono allo standard Albergabici sono dotate di locali chiusi attrezzati per depositare in sicurezza le biciclette, è presente anche un tavolo ed un telaio fisso per riparazioni elementari e per effettuare eventuali registrazioni di deragliatore, cambio e freni.


Lo sviluppo della mobilità dolce tramite il cicloturismo parte da questi servizi, su ciclovie ben segnalate e l’intermodalità con il treno.


A Fiuggi, prima di cena, siamo stati accolti dal Sindaco della Città e da quello di Acuto, abbiamo ovviamente parlato del progetto di Bicitalia, la rete ciclabile nazionale e del nostro itinerario denominato “francigena sud”, il direttore dell’albergo si è dimostrato molto interessato ed entusiasta dei nostri programmi, testimoniando il crescente interesse che si registra verso questa forma di turismo lento e salutare.


All’alba del giorno dopo, 13 settembre, l’ultimo della bicistaffetta FIAB, ci aspettava una prima piacevole sorpresa: oltre venti chilometri in discesa, da Fiuggi alla località Paliano, in pista ciclabile protetta, a pendenza costante, ricavata da una vecchia ferrovia che collegava Roma alla stazione balneare di Fiuggi, della linea Roma - Fiuggi – Frosinone, dismessa nella seconda metà del secolo scorso, per privilegiare la motorizzazione privata.


Le vecchie stazioncine, soprattutto ad Acuto e a Paliano, sono ben conservate, quella di Paliano è stata trasformata in una specie di bici grill come se ne vedono in Trentino e lungo la ciclovia del Danubio in Austria, incredibile! Non me lo sarei aspettato nel Lazio, qui abbiamo fatto una prima sosta per un caffè, per ripartire subito in direzione di Palestrina, seguendo la provinciale 155 verso Tivoli, assolutamente libera dal traffico.


Gli amici romani che pedalavano con noi ci hanno rassicurato che, da Paliano in poi, non erano più presenti salite impegnative, ma solo brevi saliscendi e, dopo Palestrina, tutto in discesa fino a Roma. Ma non è stato proprio cosi: per arrivare al centro di questa meravigliosa cittadina alle pendici di un monte abbiamo di nuovo impegnato i nostri muscoli ed innescato il “rampichino” della bicicletta, abbiamo costeggiato le vecchie mura fino ad arrivare alla piazza centrale, accanto al duomo, dominata dalla statua imponente di Giovanni Luigi da Palestrina, “principe della musica”!


Al solito, un amico del posto, ci ha fatto da guida per visitare il Duomo. La parte più interessante sono i sotterranei perché sono ancora presenti le gigantesche strutture del grande tempio romano della Fortuna Primigenia.


Dopo Palestrina arrivare alle porte di Roma ha costituito la parte più critica della bicistaffetta, una trentina di chilometri, con il traffico infernale del sabato pomeriggio sulla Via Prenestina, per fortuna gli organizzatori avevano preso accordi con il quinto Municipio e cinque vigili urbani in bicicletta ci hanno accompagnato fino ad un parco all’estrema periferia della metropoli, qui affettuosa accoglienza dell’associazione di volontariato denominata “Prato Fiorito”.  


Proseguendo con deviazione per la via Casilina, sempre scortati dai vigili in bicicletta, la nostra impresa è terminata, dopo cinque giorni, presso le Catacombe di Marcellino e Pietro e Mausoleo di Elena. Baci e abbracci con le compagne e i compagni del ciclopellegrinaggio per un saluto finale.


Sono entrato nel centro di Roma da Porta Maggiore.


Alle venti circa sono riuscito a prendere un treno regionale veloce alla stazione Termini, con deposito della bicicletta nel vagone attrezzato. Verso le undici ero già a casa, ad Arezzo, con il desiderio di ripartire verso altri viaggi e altre mete.


Giovanni Cardinali, Slow-Fi