Slow-Fi

In onda su Radio Wave la rubrica ecosostenibile di Giovanni Cardinali

 

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Va in onda su Radio Wave International il martedì alle ore 9:45 e in replica alle 13:45.

Slow-Fi, la rubrica ecosostenibile a cura di Giovanni Cardinali. 21 maggio 2013

Martedì, 21 Maggio 2013 08:11

slowfi20

 

Slow-Fi 20 del 21 maggio 2013

Ad Arezzo, con Ecostreet, e a Firenze, con Terra Futura, si sono svolte, nell’ultimo fine settimana, due belle manifestazioni per la riconversione ecologica.

A Milano in aprile si era già svolta “fa la cosa giusta”, su temi analoghi, riguardanti l’ambiente, le energie rinnovabili e gli stili di vita.

In tutta Italia, negli ultimi anni, è tutto un pullulare di mostre, mercati, festival, fiere e fierucole, dove è presente l’espressione di una nuova economia, fatta di prodotti locali, progetti e proposte per la mobilità nuova, silenziosa e non inquinante, soluzioni industriali a larga scala e innovative per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, recupero e riciclo di macchine e materiali destinati altrimenti al rifiuto …

Non solo, il nostro paese e non so ancora quanto durerà, ha inventato il festival della letteratura a Mantova, quello della filosofia a Carpi, Sassuolo e Modena, senza parlare dei più importanti festival storici del cinema e del teatro, oppure delle grandi kermesse musicali come Arezzo Wave e Oriente&Occidente che hanno lasciato il segno in più di una generazione.

Sembrerebbe che, a fronte di una crisi economica, senza precedenti negli ultimi cinquanta anni, siano presenti tutte le potenzialità e gli entusiasmi per risollevarsi, ma il ceto politico che ha rovinato questo paese è ancora al potere, nonostante tutto …

… nonostante la malavita organizzata che costituisce uno stato parallelo e che, in più occasioni, ha fatto accordi con lo stato ufficiale,

… nonostante la diffusa evasione fiscale che riduce il sostegno all’assistenza sanitaria e alla cultura, impedisce gli interventi pubblici per la manutenzione del territorio e la conservazione in sicurezza dei musei e dei beni pubblici come edifici scolastici, scuole e ospedali,

… nonostante il mantenimento di abnormi spese militari che fanno esclusivamente il gioco di lobbies militari asservite ad un modello di produzioni industriali incontrollabili perché protette dal cosiddetto “segreto di stato”,

… nonostante la televisione -alla quale resta incollato per molte ore al giorno oltre il 90% della popolazione - che presenta un noto e provato amico di mafiosi e corruttore di minorenni come un grande e magnanimo uomo di stato,

… nonostante una sinistra che non c’è più e l’ex-comunista D’Alema, dopo essersi esibito con una bella barca ha comprato una tenuta in Umbria per produrre un vino che si chiama “sfide”,

… nonostante un sistema elettorale che ha cancellato la democrazia rappresentativa, se ancora aveva una minima efficacia per la costituzione di un sistema di governo equo e giusto,

… nonostante un movimento cinque stelle che sembrava alternativo, “di protesta” e, invece, muore nell’inconcludenza e nell’asservimento ad un urlatore razzista,

… nonostante il Vaticano, con il suo Istituto di Opere Religiose che ha riciclato denaro sporco,

… potrei continuare ancora, ricordando l’orrore delle torture di stato al G8 di Genova e le stragi impunite, in primis quella di Piazza Fontana, drammatiche occasioni di “perdita di innocenza” per generazioni di giovani ottimisti e visionari, fino al governicchio attuale, rappresentato da due ex-giovani già democristiani e infarcito di personaggi, noti per la loro omofobia e asservimento a culture clericali che niente hanno a che vedere con il rispetto della vita.

Scriveva Pier Paolo Pasolini in Scritti Corsari, nel 1975, “… noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo , ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni.

Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero, Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili.

Imparerebbe che questo paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi sono vizi ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica , con l’identica allergia alla coerenza e alla tensione morale.

Carlo Monni, con tutte le sue bestemmie, due giorni fa, è volato in Paradiso, cantando la Ballata di Bozzone “… la natura ci insegna che si può nasce bruchi per diventà farfalle, ecco noi siamo quella razza che l’è fra le più strane, che bruchi siamo nati e bruchi si rimane, c’ha trombato la miseria e siamo rimasti incinta.”

Giovanni Cardinali, Slow-Fi

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Slow-Fi, la rubrica ecosostenibile a cura di Giovanni Cardinali. 14 maggio 2013

Martedì, 14 Maggio 2013 08:32

bici

 

Slow-Fi 19 del 14 maggio 2013

Centinaia di ciclisti di ogni età hanno invaso la nostra città domenica mattina. Circa ottocento i bambini, iscritti alla registrazione, in una nuova, festosa e riuscitissima BIMBIMBICI, che hanno pedalato con i loro genitori, moltissimi con nonni e zii.

Mentre i dirigenti della FIAB, in testa alla manifestazione erano preceduti da un’auto della polizia municipale e raggiungevano Piazza Guido Monaco, ancora numerosi partecipanti dovevano partire dal Parco Ducci.

Io ed Enrico eravamo in coda e con noi due, a chiusura del corteo, la squadra della Croce Rossa, cioè due nostri amici, Paolo e Monica, in funzione di ciclo ambulanza, gli stessi che stanno in servizio durante la fiera antiquaria, usando cicli da turismo dotate di borsoni laterali e forniti di tutto ciò che è necessario per il primo pronto soccorso sanitario.

Nonostante alcuni momenti critici, dovuti alla particolare esuberanza dei numerosi partecipanti, non c’è stato bisogno di impegnative emergenze, solo un bambino è caduto sbucciandosi leggermente un ginocchio e due bambine hanno perso il controllo della biciclettina, sbattendo a bassa velocità con la ruota anteriore nel bordo marciapiede senza però farsi niente, salvo lo spavento emotivo.

In tutti i casi l’intervento della ciclo ambulanza è stato tempestivo, i bambini, ma in particolare i genitori, si sentivano subito sollevati dalla presenza e dalla premura dei due nostri operatori sanitari.

Non è mancata l’assistenza meccanica, soprattutto alla partenza, con l’amico Alfeo che è stato ciclista sportivo per anni e ha partecipando a tantissime gare a carattere agonistico.

Alfeo si è portato dietro una cassetta attrezzi, invidiabile e da manuale, con pompe dotate di qualsiasi tipo di attacco valvola, in aggiunta a quella fornita dallo sponsor Cicli Vagheggi, quindi si è prodigato, con destrezza e abilità professionale, a controllare e riparare freni difettosi, cambi non funzionanti e perfino a riparare una camera d’aria forata con una rapidità impressionante, mentre altri usavano le pompe per gonfiare gomme di bici, probabilmente usate di rado, da genitori distratti e riluttanti, ma costretti dai propri figli a venire a Bimbimbici.

I bambini più piccoli, con le bici dotate di ruotine posteriori di supporto, sono stati trattenuti al parco per una mini-gimkana, gestita dalla Betti ed altre simpatiche socie FIAB.

Al termine della manifestazione, sempre al Parco Ducci, acqua in brocca e mele offerte dai coltivatori diretti, per tutti!

Per la riuscita della manifestazione, giunta all’undicesima edizione, è stato calcolato tutto, con millimetrica precisione: il Comune ha fornito le basi logistiche ed era presente con due Assessori, la Polizia Municipale è stata di sostegno per controllare il traffico veicolare, la presenza delle Aziende di Servizio è stata fondamentale per la distribuzione dell’acqua e la raccolta differenziata dei rifiuti, i volontari della FIAB e, quest’anno per la prima volta, della UISP, erano in numero più che sufficiente per gestire la folla straordinaria dei partecipanti.

Descrivo alcuni fatti salienti di Bimbimbici come dovessi leggere un noioso rapporto post-evento alla prossima riunione del Direttivo FIAB, ma la considerazione finale è che domenica la città di Arezzo era più bella e per renderla tale - anche per un solo evento - è stato necessario un lavoro preparatorio durato mesi, da parte di decine volontari, che hanno messo a disposizione il proprio tempo libero e sono stati in grado di lavorare in squadra. Ringrazio tutte e tutti tramite la radio.

Ed anche nel prossimo fine settimana la città sarà più bella!

Si svolgerà “Ecostreet”, il “festival dell’economia sostenibile”, manifestazione che porterà nella città due giorni di dibattiti, laboratori ed eventi in tutte le piazze del centro storico.

Piazza Risorgimento sarà la piazza della cultura e dell’editoria sostenibile con presentazione di libri e saggi legati all’ambiente e alla green economy. Alle sedici sarà presente la FIAB in un dibattito sulla smart city, la città intelligente.

Piazza della Badia, luogo del benessere, con stand e mostra-mercato dei prodotti legati al benessere, alla natura e alle erbe medicinali, alimentazione sana e naturale.

Piazza Sant’Agostino, con la mostra-mercato dell’acquisto sostenibile, con prodotti biologici certificati: alimenti, bevande e tutto il meglio della produzione biologica del territorio.

Piazza Guido Monaco, dedicata alla bioedilizia ed energie rinnovabili.

In Piazza San Jacopo, il maxi-orto e l’agricoltura biologica! Con la riproduzione di un orto naturale con vendita di prodotti legati all’agricoltura biologica.

E, infine, Piazza Grande, dedicata alla mobilità sostenibile. Qui ci sarà lo stand della FIAB e domenica  mattina, alle ore nove, è previsto il raduno per una gita in bici lungo il nuovo raccordo ciclabile per Chiani dove imboccheremo il Sentiero della Bonifica e raggiungeremo il  ponte sullo stradone di Frassineto, raggiungeremo la villa di Frassineto, poi la strada di Poggio Ciliegio, quindi torneremo indietro dalla Manziana, da podere Palazzolo, con le sue tipiche case coloniche leopoldine gemelle.

 

Vi aspettiamo numerosi e vi saluto ricordando una bella canzone di Giorgio Gaber: democrazia è partecipazione!

 

Giovanni Cardinali, Slow-Fi

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Slow-Fi, la rubrica ecosostenibile a cura di Giovanni Cardinali. 7 maggio 2013

Martedì, 07 Maggio 2013 08:11

slow-fi18

 

Slow fi 18 del 7 maggio 2013

Il movimento internazionale degli orti urbani è in crescita in tutto il mondo, ne ho parlato alla radio in più occasioni, quello che più mi entusiasma non è tanto lo sviluppo degli orti per autoconsumo nei piccoli centri e nelle nostre campagne, quanto la diffusione di questa pratica nelle grandi metropoli.

Nell’estate di due anni fa, durante un mio viaggio in bici nei dintorni di Barcellona mi sono fermato nel Born, un quartiere residenziale posto fra il centro marittimo e la collina, per vedere gli orti ricavati da un vasto parcheggio e gestiti direttamente dai cittadini; rimasi meravigliato dalla bellezza, dall’ordine e dall’assenza di qualsiasi recinzione.


Barcellona non è solo una città invasa dai turisti, come Firenze o Venezia, basta spostarsi un poco verso i quartieri di collina e si assapora subito il clima libertario della città che più duramente ha pagato per difendere la repubblica spagnola contro i fascisti di Franco.

In questo periodo che mette a dura prova la fiorente e laboriosa Catalogna, con tagli all’educazione scolastica, all’assistenza sociale e sanitaria, in una crisi che sembra infinita, l’autorganizzazione comunitaria e dal basso non solo ha sviluppato il movimento degli orti ma è andata oltre.

Nel quartiere Besòs i cittadini, fra i quali molti disoccupati, hanno organizzato una mensa pubblica da 500 pasti al giorno, nel quartiere Poble Sec i genitori hanno realizzato un asilo autogestito, i vicini dei quartieri La Bordeta e Sants, cuore dell’ex distretto tessile di Barcellona, hanno pensato ad una biblioteca popolare dove le mamme, in un’area dedicata, leggono a bassa voce favole ai bambini, c’è anche una palestra di arrampicata per i ragazzi più grandi, nel quartiere Roquetes è presente un laboratorio autoorganizzato di taglio e cucito.

I più attivi sono i rappresentanti della Federazione Associazioni di Vicini di Barcellona, che risale agli anni 70, quando la dittatura franchista proibiva i partiti e le associazioni di vicini erano l’unico sistema per rivendicare bisogni e solidarietà sociale. Le Associazioni dei Vicini sono più di cento a Barcellona, ma sono diffuse anche in altre città spagnole.

Anche nella metropoli “che non dorme mai”, New York, fioriscono le coltivazioni urbane, vari chilometri di un vecchio viadotto di metropolitana sono stati trasformati in giardino ed insoliti apicoltori hanno messo gli alveari sulle terrazze, favorendo l’impollinazione e la sopravvivenza delle numerosi specie vegetali presenti nel contesto urbano.

A New York è di moda uno slogan: mangia la città prima che ti mangi lei, quindi per mangiare sano non si torna alla campagna ma si porta la campagna in città!

Cittadini e architetti visionari stanno dimostrando che qualunque desolato e degradato paesaggio urbano si può trasformare in terra fertile per fiori ed ortaggi.

Perfino a Roma abbiamo “giardinieri sovversivi”, su un sito denominato “zappataromana” sono registrati tutti gli orti e giardini spontanei della città, alcuni battezzati con nomi di fantasia: orto insorto (al Quadraro) o giardino dell’utopia (al Testaccio), l’orto Anna Magnani, il giardino Stefano Cucchi, …., d’altra parte Roma come Barcellona ha vissuto un periodo critico analogo a quello di oggi se non peggiore, il quartiere Monteverde aveva gli “orti di guerra” , piccoli appezzamenti dati alle famiglie numerose per il proprio sostentamento.

Il mio orto non è niente di particolare ma con le notizie dalle metropoli mi piace essere un sovversivo coltivando verdure.

Adesso è il periodo dei primi prodotti derivanti dalle semine autunnali, in particolare baccelli e cipolle, oltre a tante varietà di insalata, ricciola, romana e canasta … e ho già piantumato pomodori, melanzane e peperoni, fra qualche giorno tocca alle zucchine.

Nelle ultime settimane, al mercato, c’è una lunga e chiassosa fila di clienti alle bancarelle dei vivaisti, quando è toccato il mio turno ho chiesto tre varietà di pomodoro: il costoluto fiorentino, buonissimo per le insalate, il datterino e il ciliegino, entrambi ottimi da spiluzzicare in antipasto. Non ho trovato il ciliegino, in alternativa, la ragazza al banco mi ha proposto la varietà di pomodorini a ciocco, buona per fare brodi vegetali, denominata piennolo o “principe borghese” , l’ho acquistata con riluttanza, non riesco a sopportare quel nome: “principe borghese”.

Mi ricorda un principe della nobiltà nera romana, del secolo scorso, Junio Valerio Borghese, noto fascista e combattente della decima mas, formazione militare rimasta alleata dei nazisti anche dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Il principe Borghese tentò un colpo di stato in Italia nel 1970 che sfumò all’ultimo momento, la CIA, si è scoperto dopo, avrebbe detto si al golpe soltanto nel caso di successiva costituzione di una repubblica presidenziale con a capo Andreotti, già stato ministro della difesa all’epoca di un altro tentativo di colpo di stato, negli anni sessanta, denominato Piano Solo ad opera di un fascistissimo generale De Lorenzo.

Andreotti ieri è morto, portandosi dietro questi e altri misteri, collegati a stragi di stato e mafiose nella storia di una cupa repubblica, divenuta infine presidenziale ai giorni nostri, grazie ai parlamentari cortigiani e codardi, sempre pronti a vendersi all’imbonitore di Arcore.

Giovanni Cardinali, slow fi

( foto scattata agli orti nel quartiere Born durante un giro in bici a Barcelona – Catalogna)

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Slow-Fi, la rubrica ecosostenibile a cura di Giovanni Cardinali, del 23 aprile 2013

Martedì, 23 Aprile 2013 10:27

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La rubrica di oggi è dedicata alla festa del 25 aprile e all'appuntamento "Resistere pedalare resistere, percorsi di liberazione" della Federazione Italiana Amici delle Bicicletta.

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